Gennaro Gattuso ha parlato del suo passato al Milan nel corso del Festival dello Sport di Trento, raccontando l’impatto con Milanello e soffermandosi in particolare su Paolo Maldini e Franco Baresi.
Gattuso arrivò al Milan nel 1999 e proprio i primi mesi in rossonero gli fecero capire immediatamente la dimensione del club e dei giocatori che lo circondavano: «Al Milan per me fu un sogno. Quando sono arrivato non ero all’altezza. Sentivo il rumore del pallone, la differenza tra come calciavano loro il pallone e come lo calciavo io», ha raccontato l’ex centrocampista.
«Vedevo le foto dei trofei vinti – ha continuato -, il mio obiettivo era vedere una mia foto lì. Questo mi dava la forza di andare avanti anche nei primi anni, quando non si vinceva. Devo ringraziare questi campioni e persone speciali».
Gattuso e il rapporto con Maldini e Baresi
Tra quei campioni ce n’era uno capace di mettere in soggezione persino un carattere come quello di Gattuso: Paolo Maldini: «Per me è stato un campione a 360 gradi. Era lui che mi metteva in soggezione. Non saltava mai un allenamento neanche a 40 anni, se stava male prendeva l’Aulin. Un giocatore incredibile, di uno spessore tecnico, mentale, umano imbarazzanti».
Infine un pensiero per un altro simbolo assoluto della storia rossonera, Franco Baresi, venuto a mancare lo scorso agosto. Gattuso ha commentato l’episodio del murales dedicato allo storico capitano del Milan recentemente imbrattato: «Mi ha fatto male, ma viviamo in un mondo molto problematico e ormai non mi sorprendo mai di nulla».



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