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Gattuso e Giampaolo errori da non ripetere, dare tempo e fiducia: con Rangnick sarà la volta buona?

Ormai è tutto deciso, o quasi. Il Milan ripartirà da un nuovo progetto, una linea verde che coinvolgerà diversi giovani per ripartire. La guida tecnica dovrebbe essere affidata a Ralf Rangnick che, con buona pace di Maldini, opererà su tutto il fronte con ampi poteri anche dirigenziali. In via Aldo Rossi dovranno stare però attenti a non ripetere gli stessi errori commessi negli ultimi anni. Il limbo che non sembra avere una fine per il Milan è infatti dettato dalla gestione non eccellente da parte dei dirigenti per quello che riguarda giocatori ed allenatori.

ERRORI DA NON RIPETERE

L’emblema è rappresentato dalle avventure di Gattuso e Giampaolo, diametralmente opposte, ma accomunate da quel filo conduttore di scarsa fiducia e poco tempo messo a disposizione dei due tecnici per creare qualcosa di importante. Ma andiamo con ordine. Gattuso, sulla panchina del Milan da Dicembre 2017 fino a Maggio 2019, in una stagione e mezza con alti e bassi è stato sempre in discussione. Le continue chiacchiere riguardo la situazione in bilico di Rino non ha di certo aiutato l’ambiente, fino all’addio di ormai un anno fa. Più recente e ben più breve l’avventura di Giampaolo. L’ex tecnico della Sampdoria, arrivato con idee rivoluzionarie ed un calcio destinato ad incantare, è naufragato dopo pochi mesi. Anche su di lui l’ombra dell’esonero ha gravato spesso e volentieri e, con risultati molto meno confortanti rispetto a quelli di Gattuso, il suo lavoro a Milanello è finito quasi subito.

Anche sul capitolo mercato, i due sono stati accomunati dalla poca sintonia con la società. Uno dei principali motivi dell’addio di Gattuso è da ricercare nella volontà, da parte dei dirigenti, di non puntare su quei profili esperti che chiedeva, soprattutto dopo essere andato ad un passo dall’obiettivo Champions con un mezzo miracolo. A Giampaolo invece non è mai stato preso quel trequartista funzionale al suo sistema di gioco, tanto da dover adattare Suso e fallire miseramente l’esperimento per poi tornare a quel 4-3-3 che ha rappresentato una sorta di resa personale.

TEMPO E PAZIENZA

Tutto questo con Rangnick non dovrebbe ma soprattutto non potrà succedere. Il nuovo corso del Milan passa anche da scelte oculate e soprattutto pazienti. Per la rinascita ci vorrà infatti del tempo, non si può pensare di ottenere tutto e subito. Molto più probabile aspettarsi un altro, l’ennesimo, anno di transizione per continuare a lavorare e cercare di costruire qualcosa di importante nel lungo termine. Il mercato dunque, ma anche i risultati e la tanto attesa rinascita in casa Milan, passerà dalle mani di Rangnick. Le esperienze passate dovranno insegnare: serve tempo e pazienza per non rischiare di cestinare il tutto per l’ennesima volta.

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