Gattuso: “Non sono razzista né omofobo. Commisso non l’ho mai incontrato dal vivo. Milan? Mi sono dimesso perché…”

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E’ successo tutto in fretta, prima l’annuncio, poi – dopo soli 23 giorni – l’addio tra Gattuso e la Fiorentina è diventato ufficiale. Divergenze con la società, litigi, se ne sono dette di ogni e nelle ultime ore l’allenatore ha rilasciato un’intervista a La Repubblica in cui racconta la sua versione.

Non ho l’ossessione – ha detto – di parlare a tutti i costi. Ho soltanto il vizio di dire la verità. Tanto, se una cosa non sta in piedi, cade da sola. Alleno da 8 anni e non ho mai fatto acquistare un assistito di Mendes, né lui me lo ha mai imposto. Neanche una volta. Andre Silva al Milan e Ghoulam al Napoli c’erano già. Jorge è un amico: ha grandissima esperienza e mi dà consigli per la mia carriera. Io rispetto sempre i ruoli: il mercato non spetta a me, ma ai dirigenti. Io sono un allenatore ambizioso e voglio giocatori forti e funzionali alla squadra. Indipendentemente da chi sia il loro agente. Commisso? Di questo tema non posso parlare, anche perché è una persona che non ho mai incontrato dal vivo“.

Napoli e De Laurentiis? Io sono orgoglioso – continua Gattuso – di avere allenato una grande squadra in una grande città. In una stagione con problemi e infortuni mai visti, abbiamo perso la qualificazione Champions per un solo punto, con partite spesso spettacolari. Milan? Mi sono dimesso perché non ho la smania di una panchina a tutti i costi. Ne devo essere convinto. Per ora guardo partite, studio e aspetto. Non mi pento assolutamente di niente: posso permettermi il lusso della verità“.

I tifosi del Tottenham non mi hanno voluto perché sono razzista, sessista e omofobo? Faccio fatica a credere che sia stato questo il motivo, al limite può essere rimasta nella loro mente l’immagine della mia lite del 2011 con Jordan, allora viceallenatore del Tottenham. Di sicuro io non sono né razzista, né sessista, né omofobo: sono state travisate vecchie dichiarazioni mie. Perché non chiedete ai miei ex compagni e ai giocatori che ho allenato del mio rapporto con loro? Io mi sono preso del terrone in tutti gli stadi: come razzista non sarei molto credibile. Quanto al resto, non perdo tempo con le sciocchezze. Piuttosto, la mia vicenda insegna una cosa, che l’odio da tastiera è pericolosissimo e molto sottovalutato. Io sono un personaggio pubblico e ho la forza per reagire alle calunnie, ma non tutti riescono a sopportarle. C’è chi per debolezza magari si butta dalla finestra. È un problema serissimo: che cosa si aspetta a intervenire?“.

Infine un pensiero sull’Italia a Euro 2020: “L’Italia è la squadra che gioca meglio, divertente e moderna. Mancini ha il grande merito di avere scelto giocatori tecnici. Idee come le sue, in Nazionale, non si erano mai viste: si faceva un altro tipo di calcio, che ha portato anche grandi vittorie, ma in cui era impensabile Jorginho insieme a Verratti e Locatelli“.

Napoli: Gennaro Gattuso - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Napoli: Gennaro Gattuso – Milanpress, robe dell’altro diavolo

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