Nel corso di un’intervista ai microfoni di Sky Sport, Adriano Galliani ha raccontato diversi aneddoti legati al suo vecchio Milan, ricordando anche tutti i campioni passati in quegli anni. Ecco le sue parole:
Su Costacurta: “Alessandro era il giocatore più intelligente del Milan. Arrivava in sede e firmava il contratto in bianco, lasciando a me il compito di mettere la cifra dell’ingaggio. Tecnicamente, Billy era al livello degli altri grandi difensori del Milan, come Baresi, Maldini e Tassotti“.
Su Sarri e Guardiola: “Sarri è stato ad un passo dal Milan. Guardiola non è mai stato vicinissimo. Nel suo anno sabbatico l’ho chiamato qualche volta, ci abbiamo provato ma non è mai stato vicino al Milan“.
Su Shevchenko: “Sheva non è stato venduto dal Milan, è lui che è voluto andare a Londra. E’ stata una sua decisione, non mia o del presidente Berlusconi. Abbiamo provato fino all’ultimo giorno a convincerlo a restare, ma lui voleva andare al Chelsea“.
Su Capello e chi ha fatto la storia del Milan: “Quando penso a Capello, la prima cosa che mi viene in mente è tutta la sua vita calcistica. E’ arrivato al Milan per guidare la Primavera, ha fatto l’assistente di Liedholm, ha fatto il manager e poi Berlusconi decide di dargli la panchina della prima squadra. Abbiamo avuto tanti grande tecnici al Milan, ma in tre hanno fatto la storia del club: Sacchi, Capello e Ancelotti. Fabio resterà per sempre nel cuore dei milanisti“.
Sul suo presente a Monza e le suggestioni Kakà e Ibra: “Ho provato a portare Kakà al Monza l’anno scorso, ma per motivi familiari ha preferito restare in Brasile. Ibra? Con Ibra abbiamo parlato, ma questo affare del Coronavirus lo rende un pensiero lontano“.
Sul mancato arrivo nel 2006 e la cessione di Ibrahimovic: “Lo abbiamo cercato ai tempi dell’Ajax, ma segnava poco. Poi con Capello e Galbiati è migliorato tantissimo a calciare in porta. Era fatta nel 2006, avevamo già un accordo con lui, ma poi anche il Milan venne immischiato in Calciopoli e quindi saltò tutto. Quando l’ho ceduto nel 2012 non mi ha parlato per diverso tempo, gli avevo promesso che non lo avremmo ceduto, ma per motivi di bilancio siamo stati costretti a cedere lui e Thiago Silva“.
Sui colpi mancati ed i grandi rimpianti: “Non molti anni fa, c’era un giocatore che doveva arrivare ma poi non è arrivato, cioè Carlitos Tevez. Un altro giocatore che avevo già preso cinque anni prima del suo arrivo al Milan era stato Roberto Baggio. Totti e Del Piero? Del Piero avevo provato a prenderlo prima che Alex andasse alla Juve. Ci sono due giocatori che rimpiango tantissimo: Del Piero ce lo offrirono a 5 miliardi dal Padova, ma non eravamo convinti, era una cifra importante per un ragazzo giovanissimo. L’altro è Cristiano Ronaldo: anche in questo caso, lo Sporting ci chiese una cifra molto alta, circa 16-17 miliardi, per un giocatore che aveva solo 16 anni. Totti, invece, lo abbiamo corteggiato a lungo, ma non è mai voluto andare via dalla Roma“.
Sui campioni passati nel Milan: “Siamo arrivati in un club con problemi economici, ma la squadra aveva già una base importante. Sono arrivati subito Gullit e Van Basten e l’anno dopo Rijkaard. Avevamo una grande difesa. Abbiamo comprato tanti campioni, a partire da Van Bastern. A me è rimasto nel cuore anche Kakà che è anche ritorno al Milan. Sheva è stato immenso, così come Ronaldinho, Weah, Boban, Savicevic. Sono davvero tanti“.


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