HomePrimo PianoFrenesia e rimpianto. Poca pazienza che al Milan è costata cara

Frenesia e rimpianto. Poca pazienza che al Milan è costata cara

Nella giornata di ieri Tommaso Pobega, attuale centrocampista del Pordenone, cresciuto nelle giovanili del Milan, ha raccontato proprio le sue esperienze passate in rossonero, parlando di Donnarumma sempre considerato un predestinato e di Locatelli, esaltandone le qualità. È proprio da questo concetto lanciato da Pobega che noi vogliamo approfondire un discorso molto particolare. Talenti prematuramente lasciati partire? Si. Nel Milan degli ultimi anni è stato sempre così.

Frenesia. Oggi il Milan vive una situazione particolare e complicata sotto diversi punti di vista. Società, squadra, rinnovi, classifica. Non è di certo una novità pensare e raccontare che tutte le stagioni rossonere partono con aspettative molto alte, dovute soprattutto alla fretta di tornare sul palcoscienico più importante. Ma non sarà proprio questa fretta ad aver tagliato le gambe al Milan non solo del passato, ma anche a quello del presente e probabilmente del futuro? Col passare degli anni sono state fatte scelte molto singolari che hanno caratterizzato l’andamento del Club di Via Aldo Rossi, che ha sfiorato la Champions League soltanto in uno degli ultimi sette campionati disputati.

Le scelte che hanno pesato di più, sono verosimilmente quelle legate al centrocampo. La fretta di avere calciatori già pronti, cresciuti, maturi ha fatto si che il Milan vendesse di anno in anno giocatori che cercava all’estero o comunque altrove, ma che in realtà aveva già in casa, bisognava soltanto aspettarli.

Rimpianto. È questa la parola più significativa. Le società che si sono succedute nel corso degli anni, hanno sempre cercato la via più rapida ed efficace, la stessa via che ha portato inevitabilmente alla cessione. Lasciando da parte Cutrone, altro nome gigantesco che avrebbe meritato la conferma senza doverci neanche pensare, i nomi più embematici della mediana sono quelli di Cristante e Locatelli. Il primo, ceduto ai portoghesi del Benfica per una misera cifra, 8 milioni di euro, nulla in confronto al valore attuale del calciatore. Il secondo, per 12 milioni di euro. Oggi il centrocampista del Sassuolo è uno dei più importanti prospetti italiani della Serie A, testimonianza data dalle ottime prestazioni sia con i neroverdi che con la Nazionale Under21. Cristante e Locatelli, più di tutti, avevano bisogno di tempo, di essere aspettati. Crescerli, coccolarli, farli sentire sempre più rossoneri per poi farli esplodere definitvamente, non altrove ma con questa maglia.

È innegabile che sia stata la fretta, anche in buona fede, a veder “costrette” le diverse proprietà a vendere questi pezzi pregiati, che oggi farebbero probabilmente la differenza. Una differenza che al Milan manca ormai da troppo tempo.

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