Fontana: “Il derby un grande risultato per Milano e la Lombardia. Stadio? Stiamo fornendo il nostro contributo, Sala…”

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha parlato in esclusiva a Mi-Tomorrow del derby di Champions League tra Milan e Inter raccontando la sua passione rossonera. Inevitabile anche un punto sulla questione stadio.

 

“Da ragazzo ho giocato a calcio in una piccola squadra di Varese. Non ero un granché come tecnica, ma sopperivo con la grinta, partivo sempre come riserva ma poi giocavo da titolare. Non sono andato oltre la terza categoria. Ruolo? Terzino destro, a volte facevo anche il centrale: allora i giocatori non erano alti come adesso. Ho iniziato a seguire il calcio da bambino, avevo 5-6 anni, andavo già allo stadio. Mi portava mio zio Carlo, è stato lui a trasmettermi l’amore per questo sport mentre i miei genitori sono sempre stati piuttosto tiepidi. Ricordo i campionati di serie B negli anni ‘50 poi la promozione in A e l’arrivo dei calciatori stranieri come lo svedese Andersson e il tedesco Szymaniak.

Come sono diventato milanista? Non lo so, queste sono cose che non si spiegano. La mia prima volta allo stadio è stata nella stagione 1972-73. Mi fece una grande impressione, ricordo in particolare la prima partita in notturno: le luci, il tifo, la gente, fu un’emozione unica. Derby in semifinale di Champions? È un risultato molto importante per la Lombardia, io sosterrò comunque il vincitore nelle finale: se sarà il Milan lo farò da tifoso, se sarà l’Inter da presidente della Regione. Francamente non me l’aspettavo.

Non lo so se possiamo parlare di inversione di tendenza. Milan e Inter si devono confrontare con squadre che vantano budget dieci volte superiori, questo crea grandi difficoltà. Cosa serve per il rilancio? Sapere gestire la società, dare continuità alla squadra evitando di smantellarla: ci sono 5-6 giocatori imprescindibili, vanno tenuti altrimenti è impossibile alzare il livello.

Purtroppo l’economia sta dando risposte che allontano dal cuore, fosse per me il presidente del Milan dovrebbe essere Berlusconi e dell’Inter Moratti. Non è così, bisogna pensare a soluzioni che possano rendere competitive le due squadre, a cominciare dallo stadio. È necessario uno di ultima generazione che consenta di aumentare budget e ricavi. La soluzione si deve trovare, stiamo fornendo il nostro contributo senza sposare i progetti perché non vogliamo condizionare le scelte. San Siro? Non dico che dev’essere abbattuto, il problema è che non può essere ristrutturato perché sarebbe poco compatibile con lo svolgimento della stagione.

Cardinale è un uomo con le idee chiare, l’ho incontrato più volte, vuole il bene del Milan e naturalmente cura i propri interessi. Non ho mai incontrato invece il presidente dell’Inter Steven Zhang. Ho rapporti con Marotta e Antonello. Marotta lo conosco da quando ero piccolo, abitava non lontano da me, ricordo che era un buon giocatore di calcio. Lui e Maldini nelle dirigenze? I tifosi devono avere dei riferimenti precisi, persone che sappiano rappresentare la squadra, come ha fatto Maldini nel Milan.

Nel Milan l’anima è Tonali, non è il più bravo ma è un riferimento. Inoltre ha fatto un gesto apprezzato da tutti i tifosi, pur di restare al Milan ha accettato di ridursi lo stipendio. Nell’Inter forse è Bastoni, se intendiamo un giocatore anima della squadra. In passato chi mi ha scaldato il cuore? Direi Rivera e Van Basten. Vedrò la prima partita allo stadio, la seconda non lo so. Forse incontrerò Sala, lui è interista ma non mi sembra molto appassionato alla squadra, sicuramente molto meno di quanto lo sia io con il Milan“.

Stadio Giuseppe Meazza in San Siro - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Stadio Giuseppe Meazza in San Siro – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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