Fonseca, troppi impegni: adesso hai bisogno di tutti. È il momento di trasformare le riserve in titolari

È quasi un paradosso questa primissima fase della stagione del nuovo Milan di Paulo Fonseca, che ha cominciato senza dubbio col freno a mano tirato, tra le novità tattiche e di formazione, e un inizio difficile che sembrava messo alle spalle dopo la vittoria del derby contro l’Inter, due anni dopo l’ultima volta.

Invece, purtroppo, i limiti di gioco e comportamentali dello scacchiere rossonero sono tornati forti come un’onda alta che ha trascinato con sé le paure, le incertezze e la sconfitta di Firenze. Un paradosso, appunto, perché dal derby in poi il Milan era riuscito a trovare la giusta concentrazione, dimostrando di essere vivo nonostante la sconfitta maturata contro il Bayer Leverkusen: in quell’occasione, l’ultima mezz’ora di gioco aveva raccontato di un Milan grintoso e assolutamente capace di poter far male ai campioni di Germania. Ma cosa è successo a Firenze? Difficile capirlo e spiegarlo.

Ma la squadra di Paulo Fonseca dovrà ripartire, dopo questa sosta nazionali, provando a battere l’Udinese a San Siro: gara importante tanto nell’economia del risultato quanto per l’umore dei rossoneri e dell’ambiente. L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport parla di vera e propria occasione per le riserve, quegli uomini poco utilizzati soprattutto nell’ultimo mese. Terracciano a parte, che dovrebbe sostituire lo squalificato Theo Hernandez, potrebbe rivedersi certamente Pavlovic dal primo minuto, mentre c’è grande attesa anche per Chukwueze, Loftus-Cheek, Musah e Okafor.

Da sabato prossimo il Milan andrà incontro a un importante tour de force, carico di impegni: sette partite in meno di un mese tra campionato e Champions League. È questo il momento giusto per ripartire anche da chi ha giocato meno, aumentando il numero di giocatori da utilizzare.

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