Le parole rilasciate alla Gazzetta dello Sport sottolineano come il Milan abbia fatto la scelta giusta. Youssouf Fofana si mette a nudo tra i paragrafi della Rosea: tra la descrizione fatta di una vita di sacrifici e l’amore per i colori rossoneri nonostante sia passato veramente poco tempo dal suo arrivo, l’intervista apre ancora una volta gli occhi della tifoseria.
Tra i diversi temi trattati, viene facile notare la connessione all’interno del gruppo Milan. Unità di intenti o classica frase a distogliere l’attenzione? Fofana commenta con: “Credo nel lavoro del mister e nella qualità dei miei compagni di squadra. Sono certo che la strada è giusta. Lasciateci un po’ di tempo per lavorare e poi vedremo più avanti dove saremo“. Ormai è l’ennesimo giocatore meneghino che afferma questo messaggio lanciato con forza da dirigenza e staff tecnico, Fonseca compreso. In questo si nota come il Diavolo abbia delle consapevolezze da raffinare con il lavoro sul campo. Sa di essere forte, ma deve dimostrarlo a lungo termine.
Commuove la sua storia. Il paragone con il suo stile di gioco non è forzato, anzi. Fofana, come avvenuto dieci anni fa, ha dovuto lavorare lontano dai riflettori per agire al top: “Fonseca mi chiede equilibrio. Io sono quello che si muove di meno, colmando i vuoti, da giocatore nell’ombra. Al mio periodo senza squadra ci ripenso sempre. Mi serve per restare con i piedi per terra. Consegnavo le pizze. Mi è servito per imparare rigore e disciplina nel lavoro e guadagnare i miei primi soldi. Ho lavorato con uno psicologo. All’inizio non volevo, poi ho capito quanto sia importante, perché mi permette di visualizzare la partita“.
Un personaggio distaccato dalla vita del calciatore. Il numero 29 si è mostrato come un vero professionista. Prima di arrivare in Italia si è deciso nello studiare la Serie A e, in un certo senso, di pensare come un vero milanista. L’obiettivo è vincere sempre: “Il Milan deve giocare ogni anno per lo scudetto. Come faccio a essere pronto dopo poco tempo al campionato? Perché conoscevo il progetto che ho accettato con la massima disponibilità per l’allenatore che mi ha dato spazio. La Serie A mi piace“. In sostanza: pazienza, umiltà e studio. Il mondo rossonero è già stato conquistato con il lavoro. Bravo Youssouf.


