Fofana, l’errore contro il Genoa e la reazione del gruppo: Leao lo difende, Gabbia lo protegge

Diceva Muhammad Ali che non c’è nulla di male a cadere, sbagliato è semmai restare a terra. Inizia così l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport per parlare del clamoroso errore di Youssouf Fofana giovedì sera, caduto proprio a due passi dal gol, nel momento in cui San Siro aveva già preparato l’urlo liberatorio. La palla danzava nell’area piccola, Leali era ormai fuori causa e al centrocampista francese del Milan bastava soltanto appoggiarla in rete. Invece, una scivolata goffa ha ricacciato in gola l’esultanza ai quasi settantamila tifosi rossoneri sugli spalti. Una scena quasi surreale, che ha lasciato il segno.

Il momento più difficile: Fofana crolla in campo

Alla prima interruzione di gioco, Fofana si è piegato sulle ginocchia con le mani sulla testa, come un pugile sconfitto, visibilmente scosso dall’errore. I compagni hanno provato subito a rincuorarlo, mentre Massimiliano Allegri ha capito la delicatezza del momento e gli ha concesso tregua lasciandolo negli spogliatoi all’intervallo.

Un’immagine che racconta meglio di mille parole quanto quell’episodio abbia colpito il centrocampista rossonero.

Leao corre da lui: un gol che vale doppio

Dopo la rete del pareggio, Rafa Leao non ha avuto dubbi: è corso direttamente verso Fofana, quasi a dedicargli il gol. Un gesto forte, simbolico, che racconta lo spogliatoio del Milan meglio di qualsiasi dichiarazione.

Il giorno successivo, il portoghese ha voluto ribadire il concetto anche sui social, pubblicando una foto insieme al compagno con una dedica chiara: «Siamo insieme fratello, non importa chi ci rema contro».

Le scuse e la protezione dello spogliatoio

Fofana, evidentemente ancora scosso, aveva provato a scusarsi con i tifosi attraverso un post sui social, poi rimosso, probabilmente su consiglio dello stesso spogliatoio che lo ha sostenuto sin da subito.

Nel dopopartita contro il Genoa, Matteo Gabbia ha spiegato il clima che si respira nel gruppo: «Youssouf sa cosa pensiamo di lui, non deve dirci niente. Sa che se ha bisogno ci siamo. Non ci saranno problemi: tutti remiamo dalla stessa parte. Non c’è mai un’accusa verso qualcuno, ma è sempre il gruppo che fa i risultati».

Il problema del gol e la questione fiducia

Il momento non è semplice anche dal punto di vista realizzativo. Fofana, in un anno e mezzo al Milan, ha segnato soltanto due gol, pur arrivando spesso con i tempi giusti alla conclusione. Le occasioni non mancano, ma l’efficacia sotto porta sì. Era già successo contro la Lazio, quando aveva chiuso un coast to coast di Theo Hernandez sbagliando clamorosamente il destro davanti alla porta.

Eppure, nell’ultima stagione al Monaco, il centrocampista francese aveva chiuso con quattro gol in campionato. Questione di fiducia, probabilmente.

I numeri che sorridono al Milan

Intanto, i numeri raccontano un’altra verità: il Milan non ha mai perso quando in mediana hanno giocato insieme lui, Modric e Rabiot. Perché il lavoro di un centrocampista non si misura solo con i gol segnati. E chissà che, ritrovando il sorriso, non tornino anche quelli.

Milan: Youssouf Fofana (Photo Credit: Nderim Kaceli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan: Youssouf Fofana (Photo Credit: Nderim Kaceli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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