Da Theo a Maignan, passando per Leao e Gimenez: comunque vada, sarà una finale che lascerà il segno

Una finale, com’è giusto che sia, è e sarà sempre destinata a lasciare il segno. Un pianto di gioia, per chi alla fine avrà meritato. Uno di amarezza, per chi c’ha provato fino in fondo ma non è riuscito nel guizzo finale. Sarà questo il destino di Milan e Bologna, che si affronteranno tra meno di 48 ore all’Olimpico con in palio il secondo trofeo stagionale. E a proposito di trionfi, i rossoneri in questi mesi un antipasto – o anche di più – lo hanno già fatto, a Riad, vincendo la Supercoppa in faccia all’Inter. Adesso l’obiettivo è regalarsi un’altra notte di gloria, mettendo in bacheca un trofeo che manca da vent’anni.

Sarebbe un traguardo importante, che lascerebbe un segno indelebile in una stagione tutt’altro che felice. Negli ultimi tempi due trofei non si son visti spesso. Il Milan, infatti, non festeggia due coppe da quando in panchina c’era Ancelotti, nella stagione 2007/2008. In quegli anni era un Milan ricco di campioni. Adesso è un Milan molto diverso, costruito con buoni giocatori, alcuni ottimi, che proprio sotto il cielo di Roma son chiamati a rispondere presente. Per diversi motivi.

Una finale per rilanciarsi

Molti devono riconquistare a pieno la fiducia dei propri tifosi e della società. Parliamo, ad esempio, di Theo Hernandez e Mike Maignan. Il primo è reduce di una stagione insufficiente, leggermente in crescita nelle ultime apparizioni ma mai convincente al 100%. Tuttavia, nel derby in Arabia Theo ci ha messo lo zampino con una rete ed un assist. Ecco, sia mai che il profumo della finale faccia bene al francese, all’ultima spiaggia per meritarsi un rinnovo non ancora sicuro. L’altro francese, Maignan, ha vissuto una stagione a luci ed ombre. Per il peso, forse più le seconde. Ma al contrario del connazionale, in tante altre occasioni è invece stato decisivo. Ma lasciare il segno nel secondo trofeo stagionale, il terzo personale al Milan, aiuterebbe a scacciare ogni pensiero.

C’è poi grande attesa, come spesso accade, per il numero 10. I dati dicono che Leao il suo lo ha fatto anche in questa stagione, ma quel senso di incompiutezza continua ad accompagnare – e forse lo farà per sempre – i giudizi verso il portoghese, forse il giocatore che più sarà sotto i riflettori a Roma. Ma se scudetto e Supercoppa portano la firma, in gran parte, di Rafa, ora è tempo di tris. Del resto Leao ha spesso dimostrato di esser letale nella partita secca – vedi Napoli in Champions League o Inter in Supercoppa – e mercoledì potrebbe essere la sua serata.

Una finale per imporsi

Un match importante anche per i nuovi arrivati, come Santi Gimenez, che invece la loro storia in rossonero devono ancora scriverla. L’occasione è già alle porte. E “el bebote” ha tantissima voglia di riscatto, dopo un avvio complicato. Le reti a Venezia e Bologna – appunto – hanno restituito entusiasmo ed è tutto ciò di cui una squadra come il Milan ha bisogno. I presupposti per aprire ancora la bacheca ci son tutti. Se così sarà, allora tante nuvole saranno spazzate e tornerà, finalmente, a splendere il sole. Se sarà un ko, probabilmente tutti i discorsi fatti finora si tramuteranno in dubbi, perplessità e, forse, scelte importanti. Ma è il destino di una finale che pesa molto. Una finale che, comunque vada, lascerà il segno.

Milan: Santiago Gimenez (Photo Credit: IPA Agency)
Milan: Santiago Gimenez (Photo Credit: IPA Agency)
Alberto Carraro
Alberto Carraro
Sono Alberto e ho 25 anni. Amante del calcio da sempre, nel 2019 ho iniziato a coltivare la mia passione per il giornalismo, tramutata poi in scrittura di articoli ma anche realizzazione di grafiche per Milanpress.it. Sono inoltre un appassionato di statistiche, cerco sempre di unire il mondo dei dati a ciò che vediamo sul campo e a provare a trarne delle analisi interessanti.

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress