Femminile, Ganz: “Oggi siamo più forti, ripartiamo per arrivare primi in classifica”

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Il tecnico del Milan Femminile, Maurizio Ganz, è stato protagonista di una lunga intervista sull’edizione di SportWeek, il settimanale della Gazzetta dello Sport. Ganz ha parlato a 360° della sua esperienza e delle ragazze che allena: “Da dove riparte il mio Milan? Dall’impegno dimostrato, dal calcio che abbiamo sviluppato in due anni e dalla consapevolezza di ciò che manca per salire l’ultimo gradino e arrivare a vincere. Ripartiamo da un secondo posto in campionato e da una finale di Coppa Italia persa ai rigori con la Roma. Ripartiamo per arrivare primi in classifica. Per provarci, per lo meno. La consapevolezza sta nel calcio che riusciamo a esprimere e che è quello cui tendiamo, perché questa squadra è stata costruita per giocare in un certo modo: coraggioso. Un calcio propositivo, che innanzi tutto ci faccia divertire. Per arrivare primi dobbiamo sbagliare niente: negli ultimi due campionati la Juve ha vinto 37 partite su 39, e uno dei
due pareggi lo ha fatto con noi. Anche questo ci dà consapevolezza, insieme alla qualificazione in Champions. Sappiamo che la Juve è fortissima, ma questo sarà un campionato diverso perché tutte si sono rinforzate”.

Ganz prosegue: “Abbiamo preso delle giocatrici di esperienza e con qualità diverse, pur mantenendo le 15-16 che considero fondamentali per il gruppo. Siamo più forti e lo vogliamo dimostrare. La vittoria in amichevole contro l’Atletico? Una serata magnifica e insperata: noi siamo solo all’inizio di un percorso, l’Atletico è molto più avanti. Eppure gli abbiamo fatto tre gol in casa sua. Quando parlo di consapevolezza, penso pure a quella che acquisisci dopo risultati di questo tipo. Noi dobbiamo fare esperienza. Ci sono squadre come il Barcellona che sono fuori portata per tutte, come dimostrano i 6 gol appena rifilati alla Juve o i quattro segnati in venti minuti al Chelsea nella finale di Champions. La dirigenza ci segue, viene spesso allo stadio. Maldini mi manda sempre messaggi, Gazidis ripete che siamo l’orgoglio della società”.

Ancora Ganz: “L’acquisto di Giuliani significa che il Milan sta cercando di costruire un futuro
vincente. Giuliani porta esperienza, l’abitudine a vincere e una mentalità sempre positiva. La Juve è stata più forte perché è partita un anno prima di tutte, ha avuto un nucleo di italiane che ha dato continuità al gruppo e ha preso le straniere giuste. Il mio rapporto con il calcio femminile? Dico la verità: conoscevo il calcio femminile solo attraverso la televisione. Alla mia presentazione alla stampa, la prima domanda fu: “Maurizio, hai passato la vita nel calcio maschile e adesso arrivi in quello femminile…”. Non gliel’ho fatta finire. Ho risposto: “Se partiamo così, partiamo male. Il calcio è calcio. Punto”. Oggi, dopo due stagioni con queste ragazze, ne sono ancora più convinto. Qui ho trovato un ambiente genuino, giocatrici – non solo le mie – che non si risparmiano e hanno ambizione, perché sanno che questo è il loro momento. Il calcio femminile è in crescita e le ragazze lo sanno. In partita danno tutte il cento per cento e fino al 95’ non smettono di correre. È quello che
piace a me perché io ho sempre vissuto e interpretato il calcio allo stesso modo.

Ganz continua: “Cosa mi ha sorpreso in positivo? La voglia di crescere che hanno le atlete. A volte devo essere io, proprio io che quando giocavo facevo come loro, a dover togliere dal campo le mie ragazze. Dipendesse da loro, ci starebbero ore e ore. Non so se convenga a tutti i costi cercare differenze tra calcio maschile e femminile, perché, per esempio, proprio questa voglia di migliorarsi non è sempre così forte tra gli uomini. Se sono irruento da allenatore? Mi è capitato un episodio che mi ha poi fatto riflettere. L’anno scorso, in un momento difficile, prima di una partita ho radunato le ragazze in cerchio e ho fatto emergere la carogna che c’è dentro di me: ho cominciato a urlare “Andiamooo, forzaaaa,
diamo tuttoooo!”, e pensavo che alla fine sarebbe scattato l’applauso, avrebbero urlato, si sarebbero incitate una con l’altra anche loro. Invece niente. Sono rimaste impassibili e mi hanno guardato strano. Poi ho capito che le mie ragazze non hanno bisogno di questo. Non hanno bisogno di uno che vada dritto al loro cuore, ma che cerchi di entrare piano nella loro testa. Non chiedono emotività, ma razionalità. Insomma, anche le giocatrici, come tutte le donne, devi saperle prendere, conquistare poco alla volta. Col maschio usi l’ignoranza, con la femmina è meglio il ragionamento. Dunque, quando c’è bisogno,
ricordo loro i sacrifici che hanno fatto per arrivare dove sono, tutto il lavoro svolto e l’importanza di non disperderlo. E parlo con tono basso, pacato, senza scalmanarmi.
Ho imparato a modificare il mio comportamento, in panchina e in allenamento. Ho
dovuto studiare il loro pensiero”.

Ganz conclude: “Quando mi dicono che quello femminile non è calcio mi fanno imbestialire.
Allora non è calcio niente. Non lo è quello dei dilettanti perché non è al livello dei professionisti; non lo è quello giovanile perché non è al livello di quello dei grandi… Con le ragazze svolgo lavoro atletico, tecnico e tattico: certo, forza e velocità sono diverse rispetto agli uomini, ma cosa vuol dire? Io ho visto partite di Serie A maschile che dopo cinque minuti mi hanno fatto spegnere il televisore. Se ne guardi una femminile resti incollato davanti allo schermo, perché le ragazze vanno a tutta fino alla fine. Quali ragazze non
hanno niente o quasi da invidiare ai giocatori di Pioli? Potrei fare i nomi di Vera Boquete,
che sa sempre dove mettere la palla, o Valentina Giacinti, che è una bomber alla Pippo
Inzaghi anche se lei sostiene di assomigliare a Morata. Invece dico Linda Tucceri, che ha un
sinistro che poche volte ho visto anche tra gli uomini. Uno può dare milioni di consigli, dire metti il corpo così o cosà, ma poi sono il campo, la distanza dalla porta e la posizione delle
avversarie a suggerirti le scelte migliori. E Valentina sa sempre cosa fare. Ho fatto vedere loro i miei video da calciatore: si sono annoiate e ho spento. Scherzo, dai. La verità è che le più giovani non sapevano neanche chi fossi. La mia fortuna è che oggi con Internet non puoi bluffare, raccontando storie sul tuo conto. Se dici di aver fatto tre gol in quella partita, vanno a vedere. E o c’è o non c’è. Nel mio futuro maschile o femminile? Rispondo come al mio primo giorno, a quella domanda sulle differenze tra gli uomini e le donne: nel mio futuro c’è il calcio”.

Milan Femminile: Maurizio Ganz
Milan Femminile: Maurizio Ganz – Milanpress, robe dell’altro diavolo

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