L’Italia non sarà al mondiale, ancora una volta. Ieri sera, la Nazionale guidata da Rino Gattuso ha detto definitivamente addio al Mondiale 2026. È la terza eliminazione consecutiva dopo Russia 2018 e Qatar 2022. Un record negativo che non ha precedenti nella storia azzurra e che ha già scatenato la solita caccia al colpevole di turno.
C’è chi punta il dito contro i giocatori, accusandoli di non avere più fame e di giocare senza passione. C’è chi attacca i dirigenti della FIGC per una gestione ritenuta fallimentare e lontana dalle esigenze del campo. E c’è chi critica aspramente l’allenatore, colpevolizzandolo per scelte tattiche considerate suicide. Eppure la verità è più semplice e allo stesso tempo più scomoda da accettare: non è colpa di uno solo. È colpa di tutto il sistema calcio italiano.
In questo panorama desolante, che va giustamente criticato, esistono anche progetti seri che aspirano o almeno provano a dare qualcosa. Uno di questi, è quello del Milan. Negli ultimi anni, sia con il progetto Milan Futuro, che in generale in quello della ‘cantera’, il Diavolo ha provato a dare un segnale di continuità. Far crescere il talento all’interno del proprio settore giovanile, puntando sulla qualità, sul gioco e sulla crescita dei singoli calciatori.
Ieri sera, i due migliori calciatori in campo sono stati Donnarumma e Tonali, due ex Milan ad aver vestito con continuità e successo la maglia della Nazionale maggiore in tempi recenti. Due esempi concreti di ragazzi cresciuti a Milanello che sono arrivati in azzurro non per caso, ma grazie a un percorso chiaro fatto di tecnica, mentalità e continuità di rendimento. Oggi il Milan può offrire alla Nazionale qualcosa di concreto anche per il futuro immediato. Gabbia e Ricci, ormai stabilmente in prima squadra dopo esperienze importanti, hanno già dimostrato di poter reggere l’impatto di gare importanti.
Lanciando uno sguardo al futuro, la Nazionale potrebbe e dovrebbe pescare a piene mani dai talenti rossoneri. Camarda, il baby fenomeno del 2008 che sta bruciando le tappe con impressionante naturalezza, Davide Bartesaghi, dotato di personalità, corsa e qualità, Torriani, Comotto, Zeroli, ma anche Longoni e Pandolfi, sono giocatori in rampa di lancio.
La rifondazione del calcio italiano deve partire proprio da qui: dal riconoscimento del lavoro serio dei club che investono davvero sui giovani italiani. Il Milan, in questo senso, rappresenta un esempio virtuoso che andrebbe preso a modello. Ma da solo non basta. Serve un patto reale tra i club di Serie A e la FIGC: più fiducia concreta nei ragazzi cresciuti in Italia.


