Ex Milan, Zambrotta: “Che grande sfida sulle fasce. Fonseca mi piace come gestisce, Theo e Leao…”

Uno dei tanti doppi ex di Milan e Juventus, Gianluca Zambrotta, ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport dove ha presentato la sfida di sabato con un occhio ai protagonisti.

“La classifica è evidentemente più deficitaria per il Milan, che è un po’ in difficoltà. La Juve è lì, in quel club di sei squadre divise da due punti. Poi, certo, il Milan ha una partita in meno, e ha la possibilità di giocare in casa con lo stadio pieno. Però di base sono i rossoneri a dover dare quel qualcosa in più in questo momento. Il Milan ha vinto il derby dove non era favorito, ma ha perso punti malamente con il Napoli, e anche con Parma e Cagliari. Punti che una squadra con certe ambizioni non può permettersi di lasciare per strada

Il Milan arriva da Pioli, che mi piace moltissimo e per me ha fatto un grande lavoro. Per Fonseca occorre la pazienza di lasciarlo lavorare. Mi piace molto anche lui, sia per come si pone mediaticamente, sia nella preparazione delle partite. Sta facendo un buon lavoro, la partita con il Real ad esempio se l’è studiata alla grande. Ha avuto difficoltà a gestire situazioni non facili, come Theo e Leao, ma ha gestito tutto molto bene. 

Per la Juve il cambio di allenatore è stato un passaggio ancora più evidente perché Motta è un allenatore giovane, che arrivava da un’ottima stagione col Bologna, quindi in un contesto diverso. Ha una mentalità molto propositiva, non ha paura a proporre i giovani, non era facile. Non è una scommessa, è capace e con grande personalità. 

In Fonseca vedo un allenatore sereno che sa quello che fa. Di Thiago mi piace la personalità con cui gestisce, una squadra che lotta e non si dà mai per vinta. La Juve ha fatto la scelta giusta. 

Cosa manca al Milan? Continuità. Una squadra che deve lottare per lo scudetto occorre che sia più costante e deve saper vincere anche le partite “sporche”. Non vedo colpevoli singoli, ma colpe collettive, a partire dalla fase difensiva. Ora direi che un po’ la quadra l’hanno trovata. Sono ancora in corsa, assolutamente, quelle sei sono ancora lì. E c’è quella partita in meno…

Dentro gli spogliatoi ci sono sempre state problematiche da risolvere, è capitato anche a me. L’allenatore se ne faceva carico e le risolveva all’interno del gruppo. Nello specifico di Theo e Leao, soprattutto per quanto riguarda Rafa, messo da parte in alcune partite, ci può stare. A me Fonseca è piaciuto in questo tipo di gestione. Leao dopo la strigliata ha fatto grandi partite… Per un allenatore ciò che conta è il gruppo. Se si inizia a incrinare la credibilità all’interno del gruppo poi è difficile recuperarla. 

Theo e Leao sono quelli con più talento nel Milan, quello che manca per essere dei fuoriclasse è la continuità. Non puoi fare la differenza solo ogni tanto. Gli esempi a cui ispirarsi? Del Piero, Pirlo, Seedorf: erano sempre sul pezzo. 

Ibra? È un ruolo complicato e ora è ancora presto per dare giudizi. Però lo vedo bello carico, anche se magari deve ancora completare il passaggio mentale da giocatore a dirigente. 

Sulle fasce sarà una bellissima sfida, mi piace molto come prospettiva, è interessante, è intrigante. Theo e Leao formano una catena che offre tanto estro, lo stesso vale per Conceicao, e anche Pulisic è in un ottimo momento, come Cambiaso”.

Milan: Theo Hernandez e Rafael Leao (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Theo Hernandez e Rafael Leao (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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