Ex Milan, Plizzari: “Il primo allenamento in prima squadra il momento rossonero più bello. Mi è dispaciuto andare via, ma è stata la scelta giusta”

L’ex portiere del Milan, protagonista della promozione del Pescara, Alessandro Plizzari ha rilasciato un’intervista a Sportweek in cui ha ricordato anche il suo passato rossonero. Queste le parole di Plizzari:

Se è vero che ha rifiutato Atalanta e Inter per il Milan: “Ero piccolo, questo devi chiederlo a papà! So solo che il giorno del provino i miei genitori mi hanno detto che saremmo andati a Gardaland, non volevano caricarmi troppo peso sulle spalle. Poi mi sono ritrovato al Vismara…”.

Su com’è andato il primo provino coi rossoneri: “Molto bene. Ricordo che c’era Alberto Maria Valsecchi, il preparatore dei portieri, e io mi buttavo sempre e dappertutto. Ero piaciuto per questo anche se, verso la fine, ero stato costretto a chiedere se potesse tirare più piano perché avevo male alla testa”.

Sull’addio al Milan: “Sicuramente mi è dispiaciuto perché con quei colori ci sono cresciuto. Però non l’ho mai vissuta come una delusione, bensì come un’opportunità per percorrere una strada diversa da quella che avevo seguito fino ad allora. La mia strada. Mi sono messo in gioco, e credo sia stata la scelta giusta da fare”.

Sul ricordo più bello in rossonero: “La prima volta in prima squadra. Avevo la pubalgia, ero in palestra e Giorgio Bianchi, preparatore dei portieri, mi dice: ‘Appena hai finito, vieni da me’. A quel punto vado nello spogliatoio, mi cambio e mi affaccio alla finestra per sbirciare, cercando di capire dove fosse. E chi vedo sul centrale? Lui, Abbiati, Diego Lopez e Donnarumma. Non riuscivo a uscire. Mi avvicinavo alla porta, poi dicevo ‘no, ma dove vai!’. Alla fine prendo coraggio e vado. Il risultato? Non riuscivo a fare una presa giusta che sia una, troppa emozione”.

Sulla convocazione in Serie A a 16 anni per Milan-Udinese: “Ricordo la maglietta con il mio nome, gli odori, l’ansia in spogliatoio. Non ci credevo: fino al giorno prima tutto quello lo vedevo in televisione, poi tutt’a un tratto ero parte di quella cosa lì”.

Su Berlusconi che parlava molto bene di lui: “Ricordo che pensavo: ‘Ma parla davvero di me?’. Qualche giorno dopo lo incontro a Milanello, da qualche parte ho anche una foto insieme a lui mentre gli stringo la mano. Ma sai cos’è? Oggi mi sembra tutto surreale, ma all’epoca ero talmente piccolo che non mi rendevo veramente conto di quanto stava succedendo in quel periodo. Cioè Silvio Berlusconi, presidente del Milan, che parla di me. Assurdo…”.

Se gli pesava il paragone con Donnarumma: “È stato uno dei motivi per cui sono andato via dal Milan. Volevo staccarmi di dosso quell’etichetta che sì, pesava molto. Perché non sono tutti come lui. Ragazzi, Gigio è un predestinato. A 16 anni giocava a San Siro senza problemi, zero pressione. Io no, io certe pressioni le pativo di più. Anche in Primavera, ricordo che tutti mi guardavano con gli occhi tipo ‘oh, dicono che questo sia forte come Gigio’, poi al primo errore tutti a criticare”.

Milan: Alessandro Plizzari
Alessandro Plizzari – Milanpress, robe dell’altro diavolo

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