Alexandre Pato ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sky Sport dall’America, dove si trova per seguire il Mondiale diviso tra Messico, Stati Uniti e Canada. L’ex attaccante rossonero ha parlato del suo amore per il Milan e anche del rapporto con Carlo Ancelotti, ct del suo Brasile.
Pato: «Sono innamorato del Milan come se lo fossi di mio figlio»
«Sai comunque, non solo la situazione, però anche il Milan quando perde mi segna tanto. Io ci tengo tanto al Milan. Per me non è stato solo un club, è stato un amore per me. Io mi sono innamorato del Milan come se fossi innamorato di mio figlio. Spero sempre che loro possano crescere tanto. Ok, è andato male quest’anno. Non è andata come si aspettavano, ma si può imparare da questo momento e avere ancora la prossima opportunità di fare meglio e tornare in Champions. Io auguro il meglio a Ibra, a tutti e spero che il Milan possa tornare in Champions il prossimo anno».
Visualizza questo post su Instagram
E su Ancelotti…
«Parlare del mister mi fa commuovere sempre, perché per me è più di un allenatore, è come un papà. A me piace tanto che tutte le volte che devo parlare di lui, ricordo sempre che lui mi ha dato un insegnamento della vita che per me è la parte del rispetto. Lo porterò per tutta la vita. Per noi brasiliani è tutto quello che aspettavamo: un allenatore che poteva darci rispetto e la speranza di poter vincere il Mondiale. Per noi è tutto quello. Quando tu hai il miglior allenatore al mondo nel centro della nostra Nazionale, quello che ci si aspetta è arrivare al Mondiale e vincere, ma non è facile. La prima volta che sono andato a Milanello, lui ha fatto alzare tutti i campioni: Maldini, Ronaldo, Gattuso, Pirlo, Cafu. Io avevo 17 anni e loro si sono tutti alzati per darmi la mano. Per me è stato bellissimo. Si vedeva il rispetto quando loro lo guardavano in faccia. Questo mi ha insegnato tanto».
Visualizza questo post su Instagram

