Kakha Kaladze ha parlato ai taccuini de la Gazzetta dello Sport. Tanti gli argomenti toccati dall’ex giocatore del Milan, tra passato e presente, ma non è certamente la fiducia quella che manca al georgiano nei confronti del Diavolo. Ecco, di seguito, le sue parole.
Kaladze: le sue dichiarazioni
Il suo esordio
“Ricordo benissimo la partita d’esordio, vincemmo 1-0 contro la Reggina: gol di Leonardo. Io fui molto soddisfatto della partita. Milano è la mia seconda casa, questa città mi ha dato tantissimo. Sono arrivato giovane e sono andato via da uomo“.
Differenze rispetto ai suoi tempi
“È cambiato tutto il calcio italiano. La Serie A era il miglior campionato d’Europa e c’erano tanti top mondiali, ma non solo nelle big, ma anche in squadre come Fiorentina, Lazio, Roma o Parma. Oggi c’è meno qualità“.
Su Pippo Inzaghi
“Era un giocatore fenomenale, ma ricordo che in allenamento lo prendevamo in giro perché non sapeva fare 10 palleggi in fila“.
Chi l’ha messo più in difficoltà
“Il più forte, su due piedi, penso Zlatan Ibrahimovic. Aveva una forza straordinaria, in un derby che perdemmo 2-1 mi fece soffrire“.
Quanto manca il Milan in Champions
“L’ultima giornata del girone è stata uno spettacolo, ma mancava qualcosa, o qualcuno. Mancava il Milan. Allegri ha ragione quando dice che è importante raggiungere l’obbiettivo Champions“.
Paragoni con il suo Milan
“Ci si dimentica che quando arrivai io il Milan non vinceva da un pò di tempo, l’arrivo in panchina di Ancelotti risistemò le cose. Anche il Milan odierno non vince da anni, ma Allegri sta facendo un bel lavoro. L’aspetto che fece la differenza per noi fu il fatto che eravamo una famiglia: andavamo a cena fuori ed eravamo molto uniti“.
Chi gli piace del Milan di ora
“Mi piace Pulisic e il suo fiuto per il gol, poi come posso non dire Modric, seppur con l’età è più vicino alla mia che a quella di molti avversari. Senza dimenticare uno dei portieri più forti al mondo: Maignan. Leao? È fortissimo sia fisicamente che tecnicamente, è un pezzo di fondamentale“.
Se rivede qualcuno di simile a lui
“Pavlovic potrebbe essere il nuovo Kaladze, è mancino e gioca con il fisico come facevo io. È sula buona strada“.
Su Paolo Maldini
“Avevo il suo poster in camera da ragazzino. Ricordo che quando Shevchenko firmò per il Milan, noi eravamo in precedenza in squadra assieme alla Dinamo Kiev, iniziai a tempestarlo di domande su Paolo. Però finche lo vedi dall’esterno non ti rendi davvero conto: io capii la sua grandezza non appena lo conobbi: calciatore fenomenale, ma anche umile ed eccezionale“.
Se ha parlato con Shevchenko della guerra in Ucraina
“In Georgia abbiamo vissuto qualcosa di simile: la guerra è terribile. Ma dove ci porta tutto ciò? Non trovo la risposta“.


