L’ex dirigente del Milan Umberto Gandini ha rilasciato una lunga intervista a Radio Serie A in cui ha parlato anche del suo passato rossonero. Queste le parole di Gandini:
Sui suoi anni al Milan: “I 23 anni al Milan rappresentano una grandissima parte della mia ed è stata una parte di vita a dir poco straordinaria per tante cose: la più semplice è quello che ha rappresentato dal punto di vista sportivo, è stata una cavalcata ineguagliabile ed irraggiungibile, pensare oggi che un’altra squadra italiana possa fare il percorso che abbiamo fatto noi con quel Milan a livello internazionale è molto difficile perché sono cambiati tanti riferimenti del mondo in generale. Un’esperienza importante per la mia crescita lavorativa e personale, è stata la mia vera famiglia professionale perché ho passato metà della mia vita al Milan”.
Su chi è stato Berlusconi: “Per me è stata una persona di grandissima esperienza ed un esempio, è stato un Presidente sopra a qualunque altro. Io primo ho conosciuto il Berlusconi televisivo, poi quando sono passato al Milan ero molto intermediato da Galliani, lo incontravo nelle occasioni ufficiali”.
Sul momento più indimenticabile al Milan: “Facile rispondere con la prima finale di Champions League vinta: Milan-Barcellona 4-0 del 1994. La mia esperienza inizia con la sconfitta di Monaco contro l’Olympique Marsiglia, poi arrivare in finale e vincere è un ricordo molto vivido. Ricordo vivido anche la finale del 2007, sempre ad Atene, che è la città santa per i milanisti”.
Sulla trattativa più bella: “In 23 anni le cose sono cambiate, il mio ruolo si è evoluto. Nelle trattative il mio ruolo era di collegamento con le varie parti. La trattativa più personale è stata quella di Beckham, c’è stato un lungo corteggiamento e dopo vari tentativi siamo riusciti a portarlo al Milan, a quella trattativa ho lavorato tanto. Lui voleva poi tornare quando ha finito coi Galaxy per chiudere la carriera in Europa, ne abbiamo parlato tanto quel gennaio ma poi Galliani decise di no e lui andò a Parigi. Com’era Beckham? Una bravissima persona e un grandissimo giocatore”.
Su qualche trattativa sfumata: “Tante, una uscita recentemente è Xavi. Nel 1999 Galliani ed io eravamo a Barcellona, Xavi andava a fine contratto e il procuratore stava cercando un’alternativa, che eravamo noi. Tutto fatto, poi lui disse che la madre si oppose, ma secondo me utilizzarono l’accordo per forzare la mano al Barcellona. Una mai uscita? Zielinski, quando passò dall’Udinese al Napoli noi c’eravamo, ma alla fine non si trovò un accordo. Ce ne sono tante altre, come Dzeko dal Wolfsburg o Pogba”.
Su Maldini: “Straordinario. Paolo rappresenta il Milan. Io sono arrivato con Baresi capitano, ma Paolo ha rappresentato tantissimo. Come è stato possibile che sia stato mandato via? Non lo so, non vivo più quelle dinamiche. Alla fine decidono le proprietà: uno può discutere il modo, alquanto diretto, però le dinamiche dietro ad un rapporto professionale è difficile giudicarle, sicuramente il modo non è stato all’altezza di una grande squadra”.
Sul suo Milan per i suoi anni: “Dida; Cafu, Baresi, Costacurta, Maldini; Seedorf, Pirlo, Gattuso; Kakà; Shevchenko, Inzaghi. Purtroppo ne devo lasciare fuori tantissimi”.
Sul Milan attuale: “Credo sia ancora in divenire. C’è sicuramente un’attenzione molto più elevata rispetto ai nostri tempi al brand rispetto che al campo. C’è un po’ troppa attenzione, secondo me, alle cose fuori dal campo, credo che l’aver coinvolto Ibrahimovic faccia vedere qualche ripensamento”.
Su Pioli: “Io non l’ho conosciuto come allenatore di una mia squadra, ma di altre. L’ho incontrato la sera in cui è stato ingaggiato. Per me è un eccellente professionista e allenatore, ha vinto uno scudetto che non è facile. Credo abbia un ruolo non semplice: non è facile a volte interloquire con una proprietà che non ha i fondamentali di gestione di una squadra, che ha una forza lavora fatta da milionari ed è molto diversa da altre aziende”
Se potrebbe fare la differenza in questo Milan: “Fare la differenza no, ma che in questo Milan potrei fare qualcosa credo di si. Contattato da possibili acquirenti? Si, quando sembrava che Commisso prendesse la squadra di Li. Tornerei al Milan? Ci penserei seriamente, credo di si”.


