Ora ha intrapreso l’avventura come primo allenatore tra i professionisti, ma Antonio Buscè non dimentica il suo passato nel settore giovanile dell’Empoli. Intervistato da Gazzetta.it, l’ex tecnico del Rimini ha parlato di Samuele Ricci e del suo trasferimento al Milan. In azzurro lo ha allenato per 4 anni in categorie diverse e chi meglio di lui può conoscere il nuovo centrocampista rossonero.
“Che cosa mi colpì immediatamente? Il fatto che lui da centrocampo si abbassasse per farsela dare dal portiere, ma in modo naturale. E quasi la pretendeva, voleva giocarla sempre. Come se fosse un movimento già provato o che qualcuno gli aveva insegnato. Ce lo aveva dentro. E poi, che numeri. Saltava gli avversari con la suola, confidente come avesse vent’anni. Una volta dissi a un mio collaboratore: ‘Oh questo sembra un piccolo Zidane’. Davvero lo ricordava, non esagero“.
Un suo ricordo di Ricci ragazzino e gli insegnamenti: “Di Ricci, in particolare, ricordo gli occhi. Anche quando lo sgridavi, erano sempre attenti. Non era mai passivo, non ti subiva, voleva imparare. Un giorno lo presi da parte e gli spiegai dove sbagliava. Giocava troppo in orizzontale e tendeva a perdersi un po’ per il campo. Io volevo attaccasse meglio l’area, non che si abbassasse così tanto. Lui mi guardava attento, da lì in avanti è cresciuto. Gli ho sempre detto che sarebbe stato pronto per una big e ora è finalmente arrivato il suo momento“.
Buscè conclude: “Andrò sicuramente a trovarlo. Pressione? È ancora quel bambino che chiede il pallone al portiere e che la gioca a testa alta con personalità e classe. E non dimentichiamoci che è un nazionale. Un ragazzo che veste la maglia azzurra con continuità per me può serenamente fare il titolare in una grande del nostro calcio. In questo, per l’impatto che avrà, stupirà tutti. È pronto. È anche una questione di educazione. Samu si è sempre guadagnato tutto sudando e facendosi valere. Così farà anche al Milan. E con uno come Allegri può solamente crescere. Lo vedo come il faro del centrocampo della nostra nazionale per i prossimi dieci anni“.


