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L’ex arbitro Casarin: “No, il rigore per il Chelsea non c’era: Siebert si è innervosito. E sul VAR dico che…”

L’ex arbitro Paolo Casarin ha rilasciato una breve intervista ai microfoni del Corriere della Sera nella quale ha commentato a freddo l’episodio che ha di fatto cambiato totalmente Milan-Chelsea: il rigore assegnato al 18′ dall’arbitro Siebert ai Blues per una mano sulla spalla di Tomori su Mount. Ecco la sua analisi.

Rigore sì o rigore no? Risposta secca: no. Tomori è ingenuo, si perde l’attaccante e sbaglia a mettergli le mani addosso una, due volte. Ma il contatto è troppo lieve. lo dimostra il fatto che l’attaccante riesce a calciare. Per questo non è abbastanza per decretare il rigore. Un tempo non ci saremmo mai sognati di fischiare un fallo così. La verità è che oggi purtroppo questi rigorini spesso li danno. Ed è un grosso problema, che fa male al calcio. Lo sottolineo da anni. Mi colpisce che però molti se ne accorgano soltanto adesso, di fronte a un episodio così eclatante. Nel 2019-20 siamo arrivati a 187 rigori fischiati, quasi mezzo rigore a partita. Il doppio del grande Lo Bello, che aveva una media di 0,25 a partita“.

Sul mancato intervento VAR: “Non era tenuto a farlo, perché è una valutazione di campo. Non c’è un ‘errore chiaro ed evidente’, quindi anche dalla sala Var non è arrivato all’arbitro il suggerimento di rivedere l’azione. Aveva campo libero, poteva vedere bene e valutare. Che poi la valutazione sia stata sbagliata, è un altro discorso. Se l’arbitro è convinto d’aver visto giusto, fa bene a decidere senza Var. È lì apposta. Sennò è finita“.

Sull’espulsione di Tomori e la prestazione di Siebert: “La regola è quella, c’è poco da fare. L’applicazione è stata corretta. Quell’episodio è stato negativo per la partita ma anche per l’arbitro stesso, che si è innervosito e ha innervosito tutti. Otto ammonizioni e un’espulsione per una partita di Champions, tutto sommato corretta, pulita, sono troppe. Ma soprattutto sono la prova del fatto che a Siebert è scappata di mano la gestione complessiva“.

Paolo Casarin
Paolo Casarin

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