Eranio: «Il Milan è una società allo sbando, non c’è un dirigente sul quale identificarsi. Ibra? Deve essere aiutato»

Stefano Eranio non utilizza giri di parole nei confronti del Milan. Quel Milan per cui ha giocato dal 1992 al 1997 vincendo quasi tutto. Una squadra, un club che oggi sembra lontano parente di quello visto in passato. Ecco il suo pensiero ai microfoni del Corriere della Sera nella sua edizione milanese.

Eranio: «Società allo sbando. Mi ricordo la gara contro la Lazio…»

«Il Milan è una società allo sbando. Avrei lasciato qual­cosa, adesso è il momento di lavo­rare per costruire un pro­getto, ma manca il diret­tore spor­tivo e Zla­tan va a com­men­tare i Mon­diali. Non c’è un diri­gente sul quale iden­ti­fi­carsi. Mi ricordo la gara con la Lazio del 15 marzo. Il Milan non ha avuto grande seguito tra i suoi diri­genti. Que­sto è stato l’errore più grande della società. Dava l’idea di non essere unita: non aveva una per­sona fissa che potesse pren­dere le redini in mano ed essere seguita dalla squa­dra. Stanno con­ti­nuando a fare errori. Biso­gna capire chi sarà al timone del Milan e biso­gna pren­dere al più pre­sto il dt e un alle­na­tore capace. Al tec­nico va data carta bianca sul mer­cato».

«Zla­tan Ibra­hi­mo­vic ora si trova ad avere tutto sulle spalle, senza avere un’idea su come fare. La maglietta del Milan pesa e Zla­tan deve essere aiu­tato. Non entrare in Cham­pions è stata una brutta botta. Ci saranno meno soldi da poter inve­stire sul mer­cato e il Milan sarà ora la quarta scelta per­ché non tutti vor­ranno venire. Gio­care il gio­vedì disturba».

Sul lavoro da fare in estate

«Biso­gna cal­mare il mal di pan­cia di Mai­gnan, Rabiot e Modric. Tenendo l’ossa­tura, si costrui­sce qual­cosa per il futuro. Mercato a rilento? Ed è que­sta è la cosa ridi­cola. Il Milan non ha le per­sone giu­ste al posto giu­sto per poter ini­ziare. Nel cal­cio ci sono momenti nei quali non rag­giungi gli obiet­tivi, ma non è che ogni volta biso­gna azze­rare tutto. Biso­gna par­tire dalle cer­tezze. Avere una diri­genza che dia­lo­ghi con la squa­dra e con­vinca i cam­pioni a spo­sare il pro­getto».

Stefano Eranio
Stefano Eranio
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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