L’Epifania del Milan: dalla Supercoppa al calendario leggero

È iniziato l’anno nuovo e il Milan lo ha fatto alla grande con una vittoria in trasferta a Cagliari che non è mai banale. Il 2026 rossonero si è aperto con il gol di Leao che ha portato tre punti importanti, gli stessi delle dirette concorrenti che – ad eccezione degli allunghi su Roma e Juventus – non hanno spostato gli equilibri della classifica. Tra Inter, Milan e Napoli è un testa a testa a tre che probabilmente proseguirà anche nelle prossime settimane ma la squadra di Allegri potrebbe avere un’arma in più a disposizione.

Il Milan e il calendario “leggero”

Lo diciamo da mesi, la stagione senza coppe del Milan è un dettaglio da non sottovalutare ed ora che non c’è più neanche l’impegno della Coppa Italia, ai rossoneri è rimasto solamente il campionato. 21 partite da qui alla fine. In cinque mesi. Un evento difficilmente ripetibile. Un calendario che se contrapposto a quello delle dirette concorrenti (per entrambe potrebbe aggiungersi lo step in più del playoff di Champions League), pone i rossoneri in una posizione molto molto interessante in vista dei mesi clou che arriveranno tra poco.

È vero, giocare più partite possibili in una stagione oltre ad essere un onere abbastanza importante è anche un grande onore. In tanti, per non dire tutti, pagherebbero per vedere il Milan nelle notti europee di Champions anche quest’anno e provare a giocarsi nuovamente una finale di Coppa Italia soprattutto dopo aver alzato un trofeo.

Ma come spesso ci ha abituato il Milan, bisogna fare di necessità virtù. E anche se non si vivranno le grandi notti (almeno sulla carta) di un anno fa, non tutto sembra perduto. Concentrarsi solo sul campionato non capita a tutti e non capita tutti gli anni. Sfruttare questa possibilità deve essere l’obiettivo di Allegri e del suo gruppo per non avere rimpianti e soprattutto per tornare a rimpinguare un calendario che, anche se innegabilmente comodo, risulta un po’ scevro da impegni importanti.

L’Epifania del Milan. Un anno dopo

Eh sì, perché come abbiamo già detto il 2026 del Milan si è aperto nel migliore dei modi con la vittoria a Cagliari. Seppur importante, però, nulla in confronto a come si era aperto il 2025. Due vittorie contro Juventus prima e Inter poi, una Supercoppa conquistata e un entusiasmo a mille che prometteva scintille.

Delle 55 partite giocate la scorsa stagione c’erano anche queste due, forse tra le migliori dell’invereconda annata (risultato alla mano e non prestazione, sia chiaro) vissuta. Delle 42 che il Milan ha giocato e giocherà quest’anno, ci sono le sfide a Lazio e Napoli che hanno sancito l’eliminazione da Coppa Italia e Supercoppa che preclude la possibilità di alzare al cielo un altro trofeo. Insomma, un bicchiere che come non mai da un lato è mezzo pieno, ma dall’altro è mezzo – anche di più – vuoto.

E allora il traguardo rossonero deve essere uno e uno solo. Sfruttare il vantaggio per tornare a trovarsi in un vortice calendariesco che ti mangia le energie. Trasferte e turnover estenuanti da un lato, allenamenti mirati e più freschezza nelle gambe dall’altro. Uno dei tanti controsensi del calcio che però ci piace vivere e raccontare. Perché se è vero che giocare 50 partite porta fatica, è ancora più vero che è questa la vera essenza dello sport che amiamo. E che magari ti porta anche qualche soddisfazione in più che non guasta. Un calendario corto, dunque, ma finalmente utile a prepararsi per tornare lunghi. Il Milan dà il via alla sua personalissima missione del 2026.

Milan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Marco Canoniero / Shutterstock via IPA Agency)
Milan: Massimiliano Allegri (Photo Credit: Marco Canoniero / Shutterstock via IPA Agency)

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