Dopo i tre mesi di stop sembra un nuovo campionato ed è nuovo anche il Milan. La squadra sta bene fisicamente, ma soprattutto mentalmente. Ha trovato serenità e la forza di non arrendersi mai, atteggiamento che si tramuta in campo con buone prestazioni e un gioco corale che non aveva mai espresso. È indubbia la mano di Stefano Pioli che ha letteralmente rivoltato la squadra. Il tecnico parmense è stato catapultato all’interno del mondo rossonero a ottobre, subentrando in corsa a Marco Giampaolo, nel tentativo di risollevare una stagione che già dopo sette giornate era compromessa.
Anche il nuovo tecnico ha faticato, soprattutto fino a Natale, ma poi dalla sosta a cavallo tra il 2019 e il 2020 già si sono visti cambiamenti. La possibilità di fare un richiamo di preparazione come ha voluto lui è stata fondamentale. Confermata dalla nuova sosta causa lockdown, occasione per Pioli di preparare la squadra secondo i suoi dettami.
La forza di tornare in partita
La mentalità però è l’aspetto più convincente. Il Milan, ora, è una squadra che si vede alla distanza, anche all’interno di una stessa partita: sono infatti 32 su 48 totali i gol segnati nel secondo tempo, dalla ripresa 16 su 20. Reti che hanno permesso di raccogliere in rimonta ben 8 punti. Due nei pareggi con Spal e Napoli e il bottino pieno contro Parma e soprattutto Juventus. Prima della sosta, il Milan aveva il trend opposto: cioè lasciava per strada occasioni. Infatti, i rossoneri hanno perso due punti da situazione di vantaggio nelle precedenti 26 giornate.
Giampaolo ha lasciato un delta uguale a zero, perché ne ha persi tre con il Torino da situazione di vantaggio (da 0-1 a 2-1, ndr), ma ne ha guadagnati tre all’ultima partita sulla panchina del Milan contro il Genoa (da 1-0 a 1-2, ndr). Con Pioli subito una rimonta subita. Alla sua prima apparizione a San Siro, la squadra ha lasciato per strada due punti contro il Lecce oltre il novantesimo (da 2-1 a 2-2, ndr). Poi, ne ha guadagnato uno con il Napoli (da 0-1 a 1-1, ndr), tre con l’Udinese (da 0-1 a 3-2, ndr) e uno contro il Verona (da 0-1 a 1-1, ndr). Poi il crollo peggiore, quello contro l’Inter (da 0-2 a 4-2, ndr) e infine con la Fiorentina (da 0-1 a 1-1, ndr)

