Il Milan non può essere ostaggio di un 39enne. Nemmeno se si chiama Zlatan Ibrahimovic

Alla fine Mino Raiola parlò. Intervistato dai colleghi di Sky Sport, il “super procuratore” italo-olandese ha fatto il punto della situazione sul futuro di Zlatan Ibrahimovic al Milan: “Domani al raduno non ci sarà, stiamo parlando ma non abbiamo ancora un accordo. Non è una questione di soldi, ma di convinzione, stile e tante altre cose. Se vuole rimanere? Le cose si fanno in due, se c’è una trattativa significa che c’è la volontà. Siamo ottimisti, io penso a fare il mio lavoro“. Dichiarazioni che vogliono dire tutto e niente, tipiche di Raiola quando non ha intenzione di creare particolare caos in una trattativa. Ma una cosa è certa: l’atteggiamento di Ibra e del suo procuratore ha stancato abbastanza.

“Non è una questione di soldi”? E cos’è?

La grandezza del giocatore non si discute; l’enorme apporto che ha dato al Milan in termini di prestazioni sul campo e di leadership nello spogliatoio, nemmeno. Ma il campionato è terminato da venti giorni, il Milan ha messo sul piatto un’offerta di stipendio decisamente all’altezza (sei milioni di euro), e nonostante questo il trentanovenne Ibrahimovic non ha sciolto le riserve. Raiola assicura che non è una questione di soldi, ma se fosse così perchè lo svedese non ha ancora firmato? Eppure il Milan gli ha posto davanti un progetto del quale Zlatan è il fulcro, con in panchina un allenatore “amico” ed in dirigenza ancora Maldini. Vien quasi da pensare che Ibra (o il suo agente, o entrambi) si siano impuntati sul milione di distanza che al momento separa domanda e offerta. Sarebbe una caduta di stile (questa sì) di un giocatore eccezionale, ma pur sempre al tramonto della carriera, che se non resta al Milan probabilmente andrà a svernare nel poco più che semiprofessionistico campionato svedese. Ecco perchè, se davvero non è una questione di soldi, il Milan non deve alzare nemmeno di un centesimo la sua proposta.

Maldini e Massara dovranno cercare un nuovo attaccante?

Insomma, un inutile procrastinare una firma che andava messa settimane fa, se davvero si voleva bene al Milan al 100%. Ed invece, chissà ancora per quanti giorni il club rossonero dovrà essere ostaggio di Zlatan, con Maldini e Massara immobili sul mercato anche perchè non possono ancora sapere se dal budget che Elliott ha messo loro a disposizione dovranno tirare fuori anche i soldi per un nuovo centravanti titolare, oppure possono investirlo interamente tra difesa e centrocampo, i ruoli che ne hanno più bisogno. Il Milan sta sopra ogni cosa, caro Zlatan, anche di un (autoproclamato) Dio del calcio.

Twitter: @Juan__DAv

Milan: Zlatan Ibrahimovic - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Milan: Zlatan Ibrahimovic – Milanpress, robe dell’altro diavolo
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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