Una scelta giusta, la migliore possibile – ove possibile -, da fare, per calmare la piazza ma non solo. Il Milan non può più sbagliare. Niente. E tutto dovrà essere fatto come non è stato fatto un anno fa. La lezione Napoli e Conte dovrebbe aver fatto capire, dalle parti di Casa Milan, che a volte la scelta più semplice è anche quella più giusta da prendere.
Un anno fa il club rossonero avere una margherita da sfogliare per scegliere il nuovo allenatore e provare ad aprire un ciclo con una squadra da completare ma comunque con già un’ossatura forte per competere in campionato e non solo. Di questa margherita però sono stati presi in considerazione solo i petali peggiori. Che nessuno ce ne voglia, ma Lopetegui prima e Fonseca poi non erano i nomi che la piazza rossonera voleva sentire annunciati.
Soprattutto quando hai Conte, Allegri, De Zerbi, Sarri liberi. Mai nessuna scelta fu più sbagliata. Il 13 di giugno Zlatan Ibrahimovic si presentava davanti ai giornalisti annunciando proprio Paulo Fonseca e dicendo che Conte non era il profilo giusto perché il Milan cercava un allenatore e non un manager. Su due piedi queste dichiarazioni passarono in sordina – non per tutti – ma oggi, dopo un anno, e dopo l’ennesimo successo di Antonio Conte vissuto anche (indirettamente) sulla tua pelle, quelle parole fanno un rumore assordante che rimbomba su tutta Casa Milan.
Vedere dove è Conte e dove è il Milan adesso fa sorridere amaramente il tifoso rossonero e dovrebbe far riflettere la società. La stessa società che è tornata indietro sui propri passi annunciando il DS che serviva, Igli Tare, per provare a dare una svolta ad una situazione che è ai limiti dell’impensabile e del nefasto.

Habemus DS, non habemus allenatore
Habemus DS, finalmente, ma non habemus allenatore. Il primo passo è stato fatto, il secondo – quello più importante – è ancora da fare. E chissà come sarà fatto. La margherita di nomi da sfogliare non è più la stessa di un anno fa. Anche se i nomi principali ritornano ancora oggi ma sono oggettivamente più difficili.
Quell’Antonio Conte che sta ancora festeggiando lo scudetto con il Napoli, se non resterà in azzurro farà ritorno a casa, la Juventus. Quel Massimiliano Allegri ancora libero potrebbe accasarsi proprio al Napoli in caso di addio di Conte. Poi ci sarebbe Gasperini che è in rotta con l’Atalanta, il solito De Zerbi alla finestra, Italiano che torna di moda e Thiago Motta che ha fallito la sfida più importante ma che potrebbe rimettersi in pista.
Milan, non puoi più sbagliare
Insomma, una situazione ingarbugliata che – secondo un parere personale – non vedrà il Milan virare né su uno né sull’altro “dei più forti”. E allora quale sarà il prossimo allenatore? Il totonomi è già partito ma il monito deve essere chiaro a tutti a prescindere dal nome: basta scelte assurde ed azzardate. Dalle parti di Milanello serve un allenatore esperto e navigato. Che conosca la Serie A. Che possa sfruttare l’unico impegno settimanale della stagione al meglio. Che possa fare di necessità virtù. E che magari possa portare qualcosa – che sia un trofeo o una qualificazione in Champions – sin da subito. È possibile o ancora una volta servirà sbagliare prima di intravedere una reazione?


