sabato, Gennaio 22, 2022

Droga dal Marocco e Sudamerica: in carcere Luca Lucci, il capo ultras del Milan

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C’è anche il capo ultras del Milan, Luca Lucci, tra i destinatari delle otto misure cautelari scattate quest’oggi dopo un’indagine condotta dalla procura di Milano. L’accusa è quella di importare grosse quantità di droga dal Marocco e dal Sudamerica. Coinvolti anche altri due ultras del Milan, appartenenti alla Curva Sud. Luca Lucci è sicuramente il più noto dei tre, anche in virtù di una foto che nel 2018 lo ritraeva mentre stringeva la mano all’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Fabrizio Filice si legge che Lucci sarebbe stato “al vertice dell’organizzazione” pianificando “l’attività illecita senza mai partecipare attivamente, impartendo direttive attraverso il software Encrochat, installato su un telefono cellulare Bq Aquaris” in suo possesso e con “utenza telefonica olandese”. Così, almeno, certifica l’ultima indagine della sezione Omicidi della Squadra Mobile: partiti dall’agguato al narcotrafficante Enzo Anghinelli, gli investigatori hanno ricostruito uno dei canali di approvvigionamento.

Hashish e marijuana, ma anche cocaina: parte di un carico salpato dal porto brasiliano di Santos nell’aprile del 2020, stivato nella sala macchine di una porta container. Lucci era stato già arrestato nel maggio 2018, sempre per una vicenda di compravendita di ingenti quantità di droga che arrivavano al “Clan” di Sesto San Giovanni, locale di ritrovo del gruppo ultrà rossonero poi confiscato. Per quella vicenda Lucci ha patteggiato una pena a un anno e mezzo di reclusione, ma nella fedina penale compare anche una condanna per lesioni gravissime: nel corso del derby del 15 febbraio 2009 aveva colpito con un pugno un tifoso interista, facendogli perdere l’occhio.

Curva Sud Milan

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