Ieri ha toccato il traguardo delle duecento presenze col Milan. Oggi Gianluigi Donnarumma si è raccontato ai microfoni del canale tematico rossonero MilanTV. Queste le parole del 99 rossonero: “La mia prima palla in Serie A fu brutta, mi è andata bene. Menomale che è rimasta lì. Mi emoziono a vedere quelle foto e vedere quanto sono cresciuto, sono veramente emozionato di aver raggiunto le duecento presenze col Milan. Quella su Milik è la mia miglior parata, per momento e difficoltà. Era una partita molto tirata con il Napoli che lottava per lo scudetto e noi che dovevamo cercare di portare punti a casa. Partita molto importante, era il novantesimo ed era un momento decisivo“.
Donnarumma prosegue: “Ad un certo punto era uscita una cosa inesistente su di me e penso che mi abbia fatto proprio male. In quel momento Bonucci mi ha consolato e mi ha detto che non dovevo dar retta a loro e pensare solo al campo e alla partita col Verona in Coppa Italia. Ringrazio Leo perché in quel momento mi ha aiutato tanto. Il rigore parato a Ronaldo è stata un’emozione stupenda, peccato per come sia finita, però parare un rigore ad uno dei giocatori più forti al mondo penso sia una cosa emozionante. Cerco di dare il meglio di me. Quello a Dybala? Parata incredibile, abbiamo vinto una grandissima finale a Doha. Magari potevamo vincere anche prima. E’ stata l’emozione più grande vincere il primo trofeo. Dopo il primo rigore parato a Belotti non ho dormito la notte. Era la prima partita del campionato, e partire col piede giusto era la cosa più importante, quindi anche questo, per il momento che ora, penso che sia una delle mie parate fondamentali. Lo sfogo dopo Juventus-Milan? Ero incazzato nero, è stata una reazione all’istante, magari non sei lucido e sono stato ingannato dalla giovane età“.
Ancora Gigio: “Faccio fatica a parlare del mio primo Mister, perché per me è stato come un papà, uno zio, un nonno. Era veramente tutto, mi veniva prendere alle 15 a casa e mi riportava alle 20. Con mio papà ho un rapporto incredibile, quasi come un fratello: ridiamo, scherziamo e sono molto orgoglioso di come mi ha fatto crescere e dei valori che mi ha dato insieme alla mamma. Sono molto contento dell’emozione che gli sto dando. E’ il primo criticatore, subito dopo la partita se c’è qualcosa che non va me lo dice, però è un tifoso scatenato. La mia fidanzata? Ormai stiamo assieme da quattro anni, non posso che ringraziarla, perché mi supporta e mi sopporta in tutto, non sono facile a casa. Con mio fratello Antonio ho un rapporto incredibile, con lui sto bene. Nella prima partita contro di lui, col Genoa, lo cercavo in campo quando sono salito per il riscaldamento. Sono sempre con lui, è la mia famiglia. Abbiamo perso un po’ di anni insieme quando ero piccolo, ma ora li stiamo recuperando“.
Il portiere continua: “L’esultanza di Galliani l’ho vista e rivista tantissime volte. Penso sia il numero uno, mi ha dato tranquillità e mi ha fatto sentire forte e importante anche data la mia giovane età. Il mio primo derby? Ho stemperato tutta la mia tensione sul rigore. Ero al settimo cielo, dopo la partita mi sono messo la maglia davanti agli occhi e ho iniziato a piangere. Ero giovane ed ero sfrontato, volevo aiutare la squadra e dare tutto me stesso. Ora sono più grande e so valutare meglio le situazioni. L’incontro con Gallinari? In confronto sembro nano. Lui è un grandissimo campione ed è un ragazzo incredibile. Abbiamo fatto due chiacchiere e sono rimasto sconvolto dalla sua umiltà e dalla sua grandezza. Ibrahimovic è una bestia, ti sprona tantissimo e ti aiuta a migliorare e a dare il massimo anche in allenamento. Mi sta dando tanto. Anche con Kjaer ho un rapporto straordinario, penso che sia un grandissimo difensore, ci ha aiutato tanto insieme a Romagnoli per la difesa“.
Gigio conclude: “Il Golden Boy? Quando ti premiano è sempre un piacere, spero non sia l’ultimo. Sono contento che i piccoli tifosi mi supportano così, io cercherò di essere sempre un esempio per loro. L’addio di Abbiati? Quanto ho pianto. Per me Christian mi ha dato tanto, mi faceva le battute che mi davano la carica per aiutarmi. L’esordio con la Nazionale è stato fantastico. Purtroppo la partita non l’abbiamo vinta, ma è il sogno di tutti. Mi sento orgoglioso e fortunato di indossare questa maglia. Sinisa Mihajlovic mi ha dato tanto, e dalla tragica notizia dello scorso anno ero sicuro che ne usciva più forte, è un guerriero. Mi ha dato tanto, ti dice le cose in faccia: un carattere come il suo nel calcio fa bene a tutti. Il 2-2 a Napoli? Io sono molto autocritico e quindi ogni cosa che mi succede cerco sempre di trovare un punto dove far meglio. Quando stacchi cerchi sempre di migliorare. Abbiamo preso un ottimo punto con il Napoli di Gattuso“.

