Sembrava potesse essere l’ennesima serata di gloria per Gianluigi Donnarumma. Una notte di Champions da ricordare in un palcoscenico importante come il Bernabeu ed un passaggio del turno che si avvicinava sempre di più per poter andare a rincorrere quelle ambizioni tanto conclamate dopo l’addio al Milan. Così però non è stato. Dopo un primo tempo abbastanza tranquillo chiuso in vantaggio e con un grande intervento su Benzema, l’uragano francese si è abbattuto su di lui.
Il 9 del Real lo ha “spinto” verso un errore che si è poi rivelato fatale ed ha aperto un’autostrada per la qualificazione di Ancelotti e i suoi ragazzi. Gigio non è più apparso sicuro e, molto nervoso, ha perito sotto i colpi di Benzema e del Real che ha messo al tappeto la super squadra parigina che in estate aveva allestito una vera e propria corazzata – sulla carta – per provare a vincere la Champions League.
Un insieme di figurine come detto da molti, che poche volte nel calcio riesce nelle imprese di squadra. In questo sport abbiamo visto che per vincere serve anche – e soprattutto – ben altro. Nella serata no di Donnarumma, sponda rossonera, non si sono fatti attendere i commenti e gli sfottò che i tifosi hanno riservato all’ex portiere che la scorsa estate ha lasciato il Milan a parametro zero. Ogni passo falso, come prevedibile, lascia spazio anche a quell’esaltazione di Mike Maignan che è riuscito in poco tempo a raccogliere nel migliore dei modi l’eredità di Gigio ma soprattutto a farlo dimenticare ai tifosi (ancora però solo durante i 90′). Già perché durante le partite Mike con i suoi numeri – 60 parate in 22 gare di Serie A, media di 2,73 salvataggi a partita e 19 gol subiti – distrae tutti, ma il pensiero per Donnarumma è sempre attuale e pronto a riaffiorare.
Con il passato parigino di Mike, il paragone è anche tanto più facile da farsi. Nessuna chance con il PSG dopo essere cresciuto nelle giovanili e la grande occasione Milan che gli si presenta la scorsa estate quando quello che è considerato da molti il portiere più forte al mondo firma proprio per l’ex squadra di Maignan. Sliding doors che – oggi più che mai – fanno sorridere (e non solo) i tifosi rossoneri.


