Ormai è più facile parlare del nuovo corso rispetto a quello attuale. E non è difficile crederlo: il Milan ha da giocarsi le semifinali di Coppa Italia e la rincorsa al quarto posto (difficilissimo, ma non impossibile…almeno aritmeticamente parlando), eppure i rossoneri stanno programmando la stagione 2025/26. Consapevoli che molto cambierà, come si può lavorare in questo modo?
Partendo dalla voce più pesante di tutte. Sergio Conceicao non sarà più l’allenatore del Diavolo nonostante un trofeo guadagnato in sei mesi, con la possibilità di portarne ben due. Pesano tantissimo l’eliminazione ai playoff di Champions League e la lontananza dalle zone altissime della classifica. Tanti gli alibi per l’ex Porto, tra cui il poco tempo per rimediare ai primi 6 mesi di un’annata nata male e uno spogliatoio derelitto.
Fino alla fine dei suoi giorni a Milanello, la testa sarà alta. Conceicao proverà a dare il meglio per portare più punti possibili alla squadra e onorare la stagione, consapevole che il progetto continuerà con un’altra guida. Facendo i complimenti alla professionalità del portoghese, si guarda avanti e si sceglie il prossimo Mister: ad oggi il favorito è Massimiliano Allegri per la sua conoscenza del mondo meneghino.
Non è facile così. Per l’ambiente e per la credibilità del presente, avere due mesi davanti con il futuro incerto per tutti può scoraggiare o, al contrario, aumentare la voglia di trattenersi questa maglia. Se per l’allenatore il destino è segnato, per la squadra è difficile immaginarsi un’atmosfera in cui ogni mezzo tocco sbagliato può portarti all’arrivederci. Ed è questo che ha portato la sofferenza di Joao Felix, per fare un esempio aggiornatissimo.
C’è ancora da dimostrare qualcosa. Le prossime gare di Serie A non possono essere sbagliate, e la Coppa Italia è un obiettivo fondamentale per non gettare nel dimenticatoio definitivamente una stagione che, di per sé, doveva essere la rinascita del progetto. Ecco, parlando di progetto, che le cose diventino chiare sin da subito: prolungare con agonia l’incertezza e le idee porta a chiedersi se, effettivamente, esista un disegno per il bene del Milan. Che si parli di presente e di futuro, che si parli di dirigenza, allenatore e squadra.


