Sarà il brusco cambio delle temperature, sarà il soporifero turno di cambiamento. Dopo una prima analisi fornita a mezzo stampa, il designatore CAN Gianluca Rocchi cambia idea: da “rigorino” a “errore decisivo”, il vento è cambiato. Stiamo parlando del rigore assegnato da Livio Marinelli in Milan-Fiorentina per la manata sul volto e la trattenuta di Fabiano Parisi su Santiago Gimenez dopo On Field Review ordinata dal VAR Rosario Abisso. Eppure non ci siamo sbagliati: ieri la prospettiva fornita era diversa.
La prima versione: “rigorino”, ma nessun errore grave
A riportarla sono gli stessi quotidiani in data odierna. Riprendiamo le parole di Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport che derubricano a “rigorino” il penalty assegnato a San Siro. Non un “errore vero e proprio”, perché il contatto c’è ed è evidente. “Un gesto del genere se fatto in ogni zona del campo porta al fischio dell’arbitro” scrive la Rosea. Si parla della famosa “zona grigia“, che scappa al regolamento: l’intervento del VAR è giudicato eccessivo, ma la dinamica può indurre l’arbitro a fischiare. Per questo motivo, né l’arbitro Livio Marinelli né il varista Rosario Abisso non sarebbero dovuti essere puniti con lo stop.
La seconda versione: errore decisivo, Marinelli e Abisso fermati
La novità arriva dal Corriere dello Sport che riporta un virgolettato a caldo di domenica sera di Gianluca Rocchi: “Non è rigore e non è da VAR“. Oggi nell’episodio di Open VAR non comparirà lui, bensì il coordinatore arbitri-società Andrea De Marco: il designatore CAN sarà a Stamford Bridge per Chelsea-Ajax come osservatore UEFA.
Il quotidiano romano rivela: non ci sarà stangata, ma sia arbitro che VAR saranno fermati. Il direttore di gara sbaglia a concedere il rigore dopo OFR, mentre il VAR non avrebbe dovuto richiamare il collega. Salteranno sia il weekend prossimo che, probabilmente, l’infrasettimanale della prossima settimana. “Troppo decisivo l’errore ai fini del risultato e della rilevanza mediatica – evidenzia il quotidiano –, un solo turno di stop sarebbe una presa in giro, anche per la società coinvolta, la Fiorentina, sentitasi giustamente penalizzata“.


