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Dida: “Maignan è un portiere con una grande voglia di imparare. Vi racconto tutto il mio percorso al Milan”

Intervistato attraverso il canale ufficiale del Milan, l’ex estremo difensore rossonero ed attuale preparatore dei portieri, Nelson Dida, ha parlato così del Milan e della sua vita a Milano. Ecco le sue dichiarazioni integrali:

Sulla vita a Milano: “La vita qua è bellissima, città bellissima, soprattutto il centro. Milano mi ha accolto quando ero giovane. La cultura è completamente diversa rispetto al Brasile. E poi giocare per il Milan era veramente piacevole grazie anche ai suoi meravigliosi tifosi“;

Sul suo tempo libero: “Sto molto con la mia famiglia e quanto esco mi piace molto stare con gli amici, a giocare a calcetto, a padel, oppure andare a cena fuori con i miei figli e mia moglie. Questo è il mio divertimento“;

Sui suoi migliori amici da calciatore al Milan: “Uscivo spesso con i miei connazionali, Serginho, Kakà, Digao, Cafù. O a cena oppure uscite al bar. Poi sull’aereo per andare in trasferta facevamo tante partite al gioco Call of Duty. Qualche volta si univa anche Seedorf a queste partite. L’importante era comunque stare tutti insieme“;

Sulla sveglia mattutina: “Da calciatore non adoravo svegliarmi presto, preferivo dormire un po’ di più. Ora che comunque sono nello staff di Pioli mi piace molto svegliarmi presto ed arrivare in anticipo a Milanello“,

Sui suoi sogni da ragazzino: “Sinceramente non pensavo di arrivare così in alto. Da giovane ho dovuto imparare tanto per crescere, poi uscire dal confine brasiliano era molto difficile. Io però ce l’ho sempre messa tutta e il sacrificio ha ripagato“;

Sull’essere diventato campione d’Europa e del Mondo: “Il mio obiettivo primario era la Nazionale brasiliana e l’unico modo per ottenerla era fare bene nel club. Qui al Milan sono stato aiutato molto anche dai miei compagni, dai mister e dagli staff e in generale dall’ambiente fantastico che c’era qui a Milanello. Io ho avuto sempre la forza di credere in tutto quello che facevo. E la vittoria delle Coppe, che sono state fantastiche, hanno fatto sì che mi guadagnassi la nazionale“;

Sullo sguardo alla porta di Old Trafford 18 anni dopo: “In quel momento mi è venuta in mente la concentrazione che avevo prima dei rigori. Era un momento importante per me è per la squadra, sensazioni davvero incredibili”;

Sul calcio di prima e quello attuale: “Un ruolo che sicuramente è cambiato è quello del portiere, ora è più prestato alla partecipazione della costruzione del gioco mentre quando giocavo io il compito era quello di spazzare la palla più lontano possibile. Sarebbe bello però per me giocare nel calcio attuale“;

Su Pioli: “Stefano è uno che dà tanto per il Milan e da lui c’è molto da imparare. Chissà che anch’io possa diventare allenatore un giorno“;

Su Maignan: “È un ragazzo con una voglia enorme di crescere e consapevole che con il lavoro può arrivare in alto. Io provo a passargli tutto quello che ho provato qui al Milan“.

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