Mentre le porte di mercato per accogliere un difensore sono e rimarranno aperte ancora per 48 ore, in attacco i rossoneri possono ritenersi soddisfatti dopo l’arrivo del norvegese Hauge. Il sogno di mercato era un altro, ma i parametri di questa inedita sessione autunnale sono stati chiari dal principio: niente spese folli, acquisti ponderati e coerenti con la filosofia del fondo Elliott. Tonali è stato il marchio di fabbrica, Brahim Diaz e Hauge le ciliegine sulla torta. Linea verde, talento, prospettiva. Tre comandamenti che vanno a braccetto con le strategie della dirigenza meneghina dell’ultimo mese. Ora mister Pioli può contare parecchi elementi lì davanti. Tanti giovani attorno al saggio del gruppo, Zlatan Ibrahimovic. La speranza è che si replichi un feeling analogo a quello con Rebic o Calhanoglu, almeno in campo.
Da Diaz a Hauge: chi scegliere?
Mai come in questa stagione un tecnico del Milan può trovarsi in seria difficoltà nelle scelte dei titolari. Tralasciando Ibra, i tre moschettieri della trequarti sono tutti (o quasi) in ballottaggio. Un posto speciale nella lista è di Hakan Calhanoglu, una stella che non ha smesso di brillare dopo i 6 gol ed 8 assist del post lockdown. Il turco ha pure il privilegio di essere un fedelissimo di Zlatan Ibrahimovic con cui il feeling va oltre le giocate di campo. Il discorso si sposta perciò sulle fasce. Meglio puntare sulla vivacità di Diaz o sulla quantità/qualità di Castillejo? Affidarsi al talento di Hauge o all’esplosività di Rebic? E senza dimenticarci di Leao e Saelemaekers… In alcuni match Stefano Pioli potrebbe vantare la cosiddetta ‘panchina di lusso’ che sarà però fondamentale in un calendario così serrato.
Da Diaz a Hauge: una coppia per ruolo
La sensazione è che i rossoneri stiano cercando di riproporre (in meglio, si spera) la famosa coppia per ruolo di cui tanto si discuteva 14 mesi fa. La differenza è che il Milan targato 2020/2021 è una squadra già rodata, con un allenatore che conosce già i suoi ragazzi e che ha i giusti interpreti per il suo credo calcistico. Mica poco. Tornando alla lista dei trequartisti, l’idea di base potrebbe essere un tridente formato da Rebic, Calhanoglu e Castillejo alle spalle di Zlatan Benjamin Button (o il giovane Colombo). In questo modo Hauge fungerebbe da vice Rebic, Diaz sarebbe un’ottima alternativa a Calhanoglu mentre Saelemakers andrebbe ad insidiare Castillejo, che nelle ultime uscite è apparso spento. Leao, alla ricerca della stagione della consacrazione, può interpretare sia il ruolo di vice Zlatan che un’alternativa sulle fasce. Che abbondanza per Pioli. Ma un’abbondanza che dopo la vittoria in Portogallo ha tutt’altro significato.


