La partita più importante della stagione. Che però non salverebbe una stagione. La semifinale di Coppa Italia ha come scenario San Siro e come protagoniste Milan e Inter, agli opposti quest’anno, che si giocano la finale con sentimenti, stati d’animo, obiettivi, tutti diversi. I nerazzurri sono primi in classifica in campionato insieme al Napoli e si giocheranno lo scudetto fino alla fine, sono tra le prime quattro d’Europa e si giocheranno la Champions League a cominciare dalla semifinale contro il Barcellona e sono, appunto, in corsa anche per la finale di Coppa Italia.
Un Triplete (quasi) annunciato che sarebbe una mazzata tremenda per il Milan, l’ennesima della stagione, la più importante. Una mazzata tremenda per un Milan fuori da tutto già a gennaio a cui resta la consolazione della Supercoppa ed un ramo a cui aggrapparsi, appunto, la Coppa Italia. Guai a dire però che il derby salverebbe la stagione. Perché non è così. Anche perché non porterebbe già il trofeo ma ci sarebbe una finale da giocare, nel caso.
Ma tornando al discorso di prima, possiamo affermare con certezza che il Milan quest’anno ha sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare e continua a farlo settimana dopo settimana.
A cominciare dagli allenatori, Fonseca e Conceicao, che tanto ricordano i tre del Napoli dell’anno scorso. Poi qualche scelta sul mercato, estivo e invernale, che ha inficiato parecchio. La società, assente e presente, ha rappresentato lo scoglio più insormontabile e parecchi, anzi quasi tutti i problemi sono partiti da lì. In campo i giocatori non sempre hanno fatto la cosa giusta al momento giusto. Ed infine il modulo, l’aver trovato una quadra, che forse quadra non è, con un assetto tattico diverso ma ormai sul finire della stagione non sappiamo quanto possa aiutare.
Insomma un insieme di cose che hanno portato verso un’unica direzione, quella del fallimento rossonero. Su tutta la linea. Anche in previsione dell’anno prossimo, la non qualificazione in Europa – Champions League ovviamente – pesa e peserà tantissimo a livello economico e non solo. Passare dal secondo al nono posto è un’altra di quelle situazioni inimmaginabili ma che ogni tanto capitano. Il problema però è proprio il farle capitare, da evitare come la peste.
Salvare la stagione, dunque, non è più fattibile. Ma si possono mettere le basi per la prossima. Proprio come ha fatto il Napoli un anno fa (non a caso prendendo Antonio Conte, ma questa è un’altra storia). A cominciare dal fare ordine e chiarezza in società, assumere gente del mestiere e cercare di non smontare una squadra che, se allenata e gestita bene, qualcosa di buono può fare. Per quest’anno però, è troppo tardi.


