Derby della cantera: Dimarco-Esposito sfidano Gabbia-Bartesaghi

La strada che va dal vivaio al derby è come la metropolitana di Milano moltiplicata per mille: le linee si intrecciano e confondono le idee, si può arrivare a destinazione senza intoppi come hanno fatto le leggende Mazzola e Maldini oppure distrarsi e sbagliare fermata, perderla, magari non arrivare mai. Quel che è certo, però, è che il Dna non mente e alla fine conduce alla meta: i figli di Inter e Milan, prima o poi all’appuntamento ci arrivano. E San Siro li riconosce al primo sguardo.

I debuttanti

Prendete Pio Esposito e Davide Bartesaghi, anni 39 in due e buone probabilità di giocare il loro primo derby di Serie A (il milanista ha giocato 2 minuti in quello di Coppa Italia della stagione scorsa): domani sera gli occhi dei 75mila dello stadio si poseranno su di loro. Aspettative alte, certo, ma a bilanciare il tutto ci saranno anche una dose abbondante di affetto e senso di protezione: questa partita è casa loro, Inter e Milan li hanno visti crescere, un derby con quei colori tatuati sulla pelle è sempre speciale.

Ecco, Esposito e Bartesaghi hanno cominciato da bambini. Pio, quando andava alle elementari, è partito dalla sua Castellammare per Brescia insieme ai due fratelli, e con loro è sbarcato all’Inter. In nerazzurro ha incrociato da ragazzino Chivu, che un giorno gli strinse al braccio la fascia da capitano della Primavera, nonostante giocasse sotto età: Pio rispose con una tripletta a Cagliari, nella stessa città in cui, a vent’anni, avrebbe segnato la prima rete in Serie A.

Quando giocava nelle giovanili nerazzurre, Pio ha incrociato in più di un’occasione il terzino sinistro del Milan con un fisico da colosso come il suo, che ai tempi del provino aveva stregato Pippo Inzaghi e sua maestà Maldini: Bartesaghi ed Esposito hanno battagliato in un paio di derby ai tempi dell’Under 17 e poi con la Primavera. Mentre Esposito gonfiava i bicipiti segnando in prestito allo Spezia, poi, Bartesaghi assaggiava un pezzettino di Milan alla volta: la tournée negli Stati Uniti e poi l’esordio in prima squadra con Pioli due anni fa, e ancora il doppio binario della stagione passata, tra le partite in C con Milan Futuro e gli spezzoni tra i big rossoneri prima con Fonseca e poi con Conceiçao.

I pianeti si sono allineati in tempo per questo derby che Inter e Milan giocheranno dall’alto della classifica di Serie A: Davide è il grande candidato per la corsia mancina, aspettava Dumfries e dovrà vedersela con Carlos Augusto. Pio comincerà in panchina, poi aspetterà il segnale di Chivu: quando la ThuLa avrà bisogno di ricambi o di rinforzi, il bambinone d’oro sarà pronto all’ennesimo battesimo in questo primo, magico anno in prima squadra.

Fede e Matteo

A coprirgli le spalle ci sarà Federico Dimarco, del quartiere Calvairate cresciuto a Interello che del derby — e dell’Inter — ormai è un veterano. Fede, nerazzurro dalla nascita, per Pio non è solo un esempio da seguire ma anche e soprattutto un rifornitore di palloni d’oro da spingere in porta: a Cagliari, nella notte del primo centro di Esposito in A lo scorso 27 settembre, è stato proprio Dimarco a servire a Pio l’assist vincente.

La sua storia con l’Inter è stata più travagliata, la via che lo ha condotto tra i big più tortuosa, ma oggi il biondo che spinge a sinistra è una colonna della squadra: c’è il suo mancino sullo scudetto della seconda stella, sui derby vinti in sequenza prima che un certo Matteo Gabbia interrompesse la serie, all’89’ del primo Inter-Milan della stagione passata. Come Dimarco, anche Gabbia ha dovuto salutare un paio di volte, tra Lucchese e Villarreal, prima di riabbracciare il Diavolo e prenderselo definitivamente.

Oggi è il leader della difesa, un intoccabile per Allegri. Per i tifosi, invece, lo è diventato con quella zuccata letale nel derby di un anno fa. Gol di Pulisic, poi Dimarco e Gabbia. Due gol su tre firmati dai figli del derby: no, il Dna non mente.

Milan-Roma: l'esultanza di Matteo Gabbia, Koni De Winter, Strahinja Pavlovic e Davide Bartesaghi al rigore parato da Mike Maignan (Photo Credit: Marco Canoniero / Shutterstock via IPA Agency)
Milan-Roma: l’esultanza di Matteo Gabbia, Koni De Winter, Strahinja Pavlovic e Davide Bartesaghi al rigore parato da Mike Maignan (Photo Credit: Marco Canoniero / Shutterstock via IPA Agency)
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress

Tonali: «Con mia moglie avevamo deciso di tornare in Italia, ma era impossibile…»

Intervistato dalla BBC, Sandro Tonali ha parlato del suo...

Conosciamo meglio Sankhoun Diawara: qualche curiosità sul nuovo numero 13 del Milan

Il Milan presenta attraverso il proprio sito ufficiale l'ultimo...

Fondazione Milan ricorda Franco Baresi: «Sempre pronto a offrire opportunità agli altri»

Il mondo del calcio si stringe attorno alla famiglia Baresi e...

De Sciglio ricorda Franco Baresi: «Esempio di leadership, eleganza e amore per la maglia»

Il mondo del calcio si stringe attorno alla famiglia Baresi e...