Il Milan si gode De Winter-Pavlovic, il muro rossonero che non era lecito attendersi

Ieri non è solo stato un derby, ma è stato lo scontro tra la squadra col miglior attacco della Serie A per distacco e una delle squadre con la miglior difesa (ad oggi è proprio il Milan con 20 gol subiti, ma vicinissime ci sono Como e Roma con 21 e proprio Inter con 22).

Sia rossoneri, sia nerazzurri erano condizionati dagli infortuni: da una parte Gabbia, Loftus-Cheek e Gimenez, dall’altra Martinez, Thuram. Nell’economia della sfida hanno pesato di più le assenze della capolista, ma è altrettanto vero che questa stagione Esposito e Bonny, le due punte di riserva interiste, hanno sempre fatto molto bene.

Nel game plan allegriano, i due attaccanti di Chivu andavano presi sostanzialmente a uomo, un aggiustamento non usuale, ma evidentemente molto bene preparato. De Winter su Pio, Pavlovic su Bonny, quasi a tutto campo nel primo tempo, più arroccati nella ripresa.

I due difensori milanisti hanno inopinatamente commesso zero falli in due, vinto la stragrande maggioranza dei duelli uno contro uno e soprattutto con la loro aggressività e pulizia hanno consentito al Milan di star spesso alto nella prima frazione e di rischiare comunque poco nei secondi 45 minuti. Monumentali.

Ma chi l’avrebbe detto fino a qualche tempo fa che De Winter avrebbe cancellato Esposito in una stracittadina? Se Strahinja ha cresciuto mese mese già dalla scorsa annata e acquisito sicurezza nel 3-5-2 di Max, Koni è partito con qualche incertezza ma ora è il miglior interprete come centrale in rosa.

È un percorso molto interessante quello intrapreso da questi due ragazzi. Giovani, non giovanissimi, 2001 il serbo, 2002 il belga. Sono la base per la difesa del Diavolo di oggi e del futuro prossimo. Non è banale riconoscerlo, non è banale ammetterlo.

Milan: Strahinja Pavlovic (Photo Credit: Fabrizio Carabelli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan: Strahinja Pavlovic (Photo Credit: Fabrizio Carabelli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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