Che nel post lockdown i rossoneri avessero cambiato marcia l’avevamo avvertito già nel match contro il Lecce. Quattro reti all’attivo che non arrivano da tanto tempo e nemmeno a caso. Il tecnico parmigiano ha abbassato la testa e lavorato durante la quarantena, speranzoso di poter aprire un nuovo ciclo una volta riaperto il campionato. Beh, diciamo che finora ci è riuscito molto bene. Da Giugno ad oggi la banda Pioli ha inflitto una valanga di gol e raccolto un’infinità di punti. Sì un’infinità, se si considera il bilancio di 7 vittorie, 4 pareggi e 8 sconfitte del girone d’andata. Ora Ibra&co viaggiano a ritmo Champions e forse anche qualcosa in più. Il salto di qualità è finalmente arrivato, grazie ad Ibra ed alla sapienza di Pioli che ha saputo rigenerare un reparto d’attacco – e non solo – ridotto ai minimi termini perlopiù sul piano psicologico.
Attaccanti duttili
E non dimentichiamoci che tutto è iniziato senza il totem svedese a tenere il gruppo sul pezzo. Di fatti, Zlatan Ibrahimovic è tornato ad assaporare il profumo dell’erba solamente nell’ultimo spezzone di Ferrara, quando i suoi compagni avevano già annichilito Lecce e Roma andando a segno in ben sei occasioni. Certo, la presenza del bomber con la 21 sulle spalle fa la differenza, ma non trascuriamo l’intelligenza e l’abilità di mister Pioli nel saper mutare i fattori ottenendo il medesimo risultato. Un esempio? La duttilità di Ante Rebic. Molti potevano pensare ad un semplice periodo d’oro, una furia passeggera che sarebbe durata pochi istanti. Invece il croato ha inciso anche nel post lockdown, esterno o centravanti che sia. Con lui mister Pioli ha un’altra soluzione in attacco, qualora Ibra e Leao fossero indisponibili. Se alla fine Zlatan deciderà di rinnovare, la presenza di questi tre giocatori potrebbe anche spingere la dirigenza a non puntare a tutti i costi su un altro centravanti, investendo ad esempio sul centrocampo.
È Valzer sulla trequarti, ma serve ancora qualcosa
Se in attacco mister Pioli può contare su diverse pedine, di meno non si può dire della trequarti. Proprio i tre dietro a Zlatan sono coloro che hanno lanciato il Milan in questo mese e mezzo di fine stagione. Calhanoglu, Castillejo, Saelemaekes e Bonaventura sono stati le frecce vincenti nell’arco di Stefano Pioli. Sì, perché se Ibra esulta allargando le braccia e Rebic mettendosi le mani vicino alle orecchie, degli altri fino a Giugno non si sapeva nulla. In più, nell’ultimo mese è uscito dal guscio anche Leao, che al di là dei gol ha dimostrato di potersi rendere utile anche come esterno. Qual è il passo successivo? Un vice Calhanoglu. Con la qualificazione all’Europa League – gironi o preliminari che siano – la squadra dovrà fronteggiare molti più impegni e c’è bisogno di un buon numero di ricambi, all’altezza dei titolari. Hakan non potrà giocarle tutte dall’inizio. Paquetà non convince e Jack Bonaventura non è ancora sicuro del posto, perciò servirà qualcuno che possa far rifiatare il turco. Sarà il primo compito di Maldini e Massara?

