A centododici giorni da Milan-Genoa, i rossoneri di Pioli tornano a San Siro, ospitando la Roma in quella che potrebbe essere l’ultima occasione per dare l’assalto al quinto posto, attualmente occupato dai giallorossi e che vale i gironi di Europa League. Pioli recupera Kjaer e quindi conferma in blocco l’intero undici sceso in campo dal primo minuto a Lecce. Fonseca, invece, cambia oltre mezza squadra rispetto alla gara con la Samp: ben sei volti nuovi, si tratta di Zappacosta, Spinazzola, Mancini, Cristante, Pellegrini e Kluivert.
PRIMO TEMPO – Complice anche il gran caldo, le squadre si studiano a lungo, è la prima occasione arriva solo al 19°: cross molto insidioso di Mkhitaryan, sul quale Donnarumma è attentissimo ad allungarsi e anticipare Kluivert. Passano pochi secondi ed è clamorosa l’occasione per Dzeko: Kluivert crossa, trovando la deviazione di Kessie. La palla arriva al centravanti bosniaco, che, tutto solo, da due passi manda incredibilmente a lato di testa. Il Milan risponde al 27°: ottimo fraseggio Bennacer-Calhanoglu-Rebic, che di tacco libera Bonaventura ma Jack calcia alto da buona posizione. Al 39° si divora il vantaggio Calhanoglu, che su un cross dalla sinistra si fa trovare pronto sul secondo palo, ma di testa manda alto da distanza ravvicinata. Due minuti dopo, Castillejo perde palla e poi ferma la ripartenza di Dzeko: ammonizione inevitabile per lo spagnolo. Al 45° tiro-cross insidioso di Calhanoglu da punizione, sul quale non arriva nessun compagno e Mirante allunga in angolo. Alla battuta va Calhanoglu, a centro area Hernandez cade dopo un contatto con Mancini, ma Giacomelli fa segno di proseguire. Si conclude così un primo tempo assolutamente sotto tono, che inevitabilmente vede le due porte ancora inviolate.
SECONDO TEMPO – Anche la ripresa inizia su ritmi non sostenuti e al nono minuto, Pioli inizia le mosse di scacchi attraverso i cambi: dentro Saelemaekers e Paquetà, fuori Bonaventura e Castillejo. Due minuti dopo ci prova Bennacer al limite dell’area, ma il suo destro termina abbondantemente a lato. La contromossa di Fonseca è l’inserimento di Carles Perez in luogo di Kluivert. Al 62° ammonito anche Rebic tra le fila rossonere, forse in maniera troppo fiscale. Tre minuti dopo, altra grande occasione per il Milan: triangolo Saelemaekers-Calhanoglu che poi calcia ad incrocio, trovando la deviazione di piede di Mirante, fortunato a non farsi passare il pallone tra le gambe. E’ un momento positivo per il Milan: ci prova Paquetà di destro, palla insidiosa che obbliga Mirante a distendersi per deviare in angolo. A venti dalla fine, Fonseca toglie Mkhitaryan e Dzeko, inserendo al loro posto Perotti e l’ex della gara Nikola Kalinic. Al 76° si sblocca la partita: doppio miracolo di Mirante prima su Kessie, poi su Rebic (con l’aiuto del palo), ma al terzo tiro il croato non può sbagliare e porta in vantaggio i suoi. Subito dopo il gol, l’ex Eintracht lascia spazio a Rafael Leao. Al minuto 88, l’episodio che chiude il match: Theo Hernandez brucia Smalling, che lo atterra in area. Rigore inevitabile, alla battuta va Calhanoglu che spara una sassata sulla quale Mirante non può nulla. Grazie ad un secondo tempo dominato, dunque, il Milan vince il primo big match della sua stagione, agganciando momentaneamente il Napoli al sesto posto e portandosi a sei punti dai giallorossi.

