Contestato dai tifosi e decisamente indietro nella corsa all’Europa che conta: quello che sta vivendo il Milan è uno dei momenti più complicati degli ultimi anni e la folle partita persa ieri contro la Lazio ne è stata esemplificazione perfetta. Il Diavolo peggiore, quello del primo tempo, viene risparmiato perchè prende un solo gol quando potrebbe prenderne almeno un paio in più; la pareggia con un uomo in meno e con un modulo 3-1-3-2, e la perde un minuto dopo aver rischiato addirittura di vincerla. Roba che nemmeno uno sceneggiatore di Hollywood potrebbe immaginare, ma che sta diventando una costante di questa grottesca stagione.
Già un miraggio dopo la doppia sconfitta contro Torino e Bologna, ora la qualificazione alla Champions League è ormai andata, soprattutto perchè molto difficilmente l’Italia conquisterà anche quest’anno il quinto posto nella massima competizione europea per club. A questo punto, anche l’Europa League sembra sempre più complicata, ma la vetrina internazionale è determinante per il club di Via Aldo Rossi, fosse anche quella della coppa minore: beninteso, che sia l’Europa League e non quella Conference League sfiancante e che non interessa a nessuno.
Milan, devi almeno salvare la faccia
A meno di un clamoroso exploit dell’Empoli in Coppa Italia, saranno la quinta e la sesta ad approdare in Europa League, ed è per questo che la squadra di Conceiçao deve puntare con forza a questo obiettivo, che sia agguantando il sesto posto – ad oggi distante sei punti – oppure vincendo quello che sarebbe il secondo trofeo stagionale. Nel doppio derby contro l’Inter si partirà ancora da sfavoriti, ma chissà che nel pieno della corsa Scudetto e, forse, del cammino in Champions League, i nerazzurri non possano considerare la Coppa Italia un obiettivo di secondo piano e magari giocarla con minore verve. Poi in finale arriverebbe una tra Bologna ed Empoli, non certo sfide impossibili.
Ci stiamo accontentando delle briciole, direbbe qualcuno. Non sono obiettivi confacenti alla storia del Milan, aggiungerebbe qualcun altro. E probabilmente avrebbero anche tutta la ragione di questo mondo: ma il Milan ha il dovere di salvare quantomeno la faccia in questa stagione, per poi, in estate, dare il via ad un corposa opera di riassetto, in campo e fuori.


