La Lazio supera il Milan per 1-0 allo Stadio Olimpico e conquista la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia, dove affronterà il Bologna. Una vittoria che permette ai biancocelesti di vendicare il ko di sabato scorso a San Siro e che arriva senza interventi del VAR, decisa dal colpo di testa di Mattia Zaccagni nel finale, quando i rigori sembravano ormai inevitabili.
Il gol decisivo: distrazione difensiva e poca reattività
L’azione che vale la qualificazione nasce da un corner battuto da Nuno Tavares. La difesa rossonera, schierata a zona, si perde completamente Zaccagni: complice la marcatura mancata di De Winter e una reazione non perfetta di Maignan, il numero 20 della Lazio insacca di testa.
Una disattenzione che si aggiunge a una fragilità già nota sulle palle inattive: i cosiddetti “castelli” difensivi – allineamenti a zone – spesso crollano come castelli di carta. Forse, per il Milan, potrebbe essere il momento di riscoprire la marcatura a uomo.
I rossoneri escono così dalla Coppa Italia. E, paradossalmente, la cosa potrebbe non essere un male: la squadra ora ha un solo grande obiettivo, lo scudetto. E un precedente incoraggia: lo scorso anno il Napoli, eliminato dalla Lazio agli ottavi, vinse poi il campionato.
Primo tempo: Milan poco brillante, nostalgia di Modric
Lazio protagonista nei primi 45 minuti, con pressione alta, intensità e maggiore pericolosità. Il Milan, invece, fatica enormemente: come nel primo tempo della sfida di campionato contro gli stessi biancocelesti, chiude con zero tiri in porta.
L’assenza di Luka Modric, tenuto in panchina per un fisiologico bisogno di recupero, pesa particolarmente. Senza la sua regia, manca la verticalizzazione, il cambio di ritmo, lo strappo qualitativo che spesso accende il gioco rossonero.
Il regista di giornata è Ardon Jashari, al rientro dopo oltre tre mesi di stop per una frattura a un perone: difficile pretendere che si impossessasse subito della mediana. Anche Ricci non riesce a incidere in profondità, mentre sulle fasce Saelemaekers ed Estupiñán non trovano il guizzo.
La Lazio, più energica e ordinata, sfiora il vantaggio con Basic, liberato da un errore in anticipo di Tomori: diagonale fuori di poco. Prima dell’intervallo ci prova anche Isaksen, con Maignan bravo nell’uscita lontano dai pali.
Ripresa: reazione rossonera, ma pesa l’errore di Leao
Il Milan cambia volto nel secondo tempo. La Lazio paga gli sforzi, arretra e lascia spazio alla manovra rossonera. Gli uomini di Allegri controllano il possesso e si rendono pericolosi più volte. Loftus-Cheek sfiora il gol due volte di testa, Jashari sale in cattedra con una splendida palla alla Modric che Estupiñán rifinisce in area, servendo Leao.
E proprio qui arriva l’episodio chiave: Leao calcia malissimo, spedendo il pallone in curva da posizione favorevole. Un errore pesante, che conferma come il portoghese alterni giornate da trascinatore ad altre di preoccupante sufficienza.
Il calcio, si sa, ha una sua logica: sbaglia il Milan, punisce la Lazio.
I cambi di Sarri funzionano, quelli del Milan non bastano
Sarri legge bene la partita: inserisce Dele-Bashiru per dare forza al centrocampo e richiama Tavares, che con la sua spinta ribalta inerzia e campo. Con l’1-0, Allegri prova la mossa finale: dentro Modric e Pulisic. L’americano sfiora l’1-1, ma Mandas compie un grande intervento.
Nel complesso, il pareggio non sarebbe stato un furto, ma la Lazio è stata più concreta e ordinata. Il Milan, invece, paga sciatteria, poca cattiveria e qualche leggerezza difensiva di troppo.
Prospettive: scudetto e Supercoppa, il Milan cambia foco
Eliminati dalla Coppa Italia, i rossoneri restano impegnati in Supercoppa Italiana e in Campionato, con 25 giornate ancora da giocare. La qualificazione Champions è data per scontata. Il vero obiettivo, ora, è tornare a lottare fino in fondo per il tricolore.



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