Il cambio sulla panchina a stagione in corso non rappresenta mai qualcosa di buono. L’ha dichiarato Conceiçao nella conferenza di presentazione, ma è senz’altro una dinamica che conosciamo. Il passaggio da Fonseca a Conceiçao rappresenta un nuovo punto di partenza (e si spera anche di svolta) per un Milan che a parte un paio di impulsi importanti come le vittorie contro Inter e Real Madrid, non ha mai trovato la giusta continuità per permettere al portoghese di tenersi stretta la panchina.
Per il nuovo allenatore poco tempo per mettersi a lavoro e trasmettere i giusti principi a causa delle partite ravvicinate e di una pausa che di fatto non è prevista, complice anche la partenza in Arabia. La Supercoppa Italiana – obiettivo dei rossoneri in una stagione complicata – rischia di trasformarsi in una grande opportunità per questa annata.
Eppure, se da un lato le due conferenze stampa di Conceiçao hanno trasmesso la voglia di lavorare e la fiducia nei mezzi di una squadra che possiede le capacità per trovare una virata decisiva, dall’altro emerge uno spaventoso ma intrigante punto interrogativo. Che Milan dobbiamo aspettarci? Cambierà davvero qualcosa in così poco tempo? Quante possibilità ci sono per lottare concretamente per la conquista del trofeo? Domande lecite, alle quali non conosciamo risposte, e forse questo è un bene.

Dalle parole del nuovo mister filtra poco e nulla, nessuno si sbilancia. C’è un solo imperativo molto chiaro: lavorare. Lo certifica la doppia seduta d’allenamento alla vigilia della semifinale contro la Juventus, così come le parole in conferenza. “Non sono per niente emozionato. Pochi giorni e tante assenze, ma non ci sono scuse. Testa alta”. Parole forti nella conferenza di vigilia. Dichiarazioni che certificano la mentalità di un tecnico che non mette le mani avanti e non cerca alibi.
Il fil rouge che lega Fonseca a Conceiçao in questo definitivo passaggio di consegne a cui ancora – comprensibilmente – dobbiamo abituarci, si àncora alle parole dei due allenatori. Le ultime di Paulo “Esonero? Così è la vita”. Le prime di Sergio: “Un rischio allenare il Milan? Così è la vita”. La vita, insomma, che li mette di fronte a scelte, sfide, opportunità. Conceiçao dimostrerà di essere l’uomo giusto? Ancora presto per dirlo, ma già da domani potremmo ricevere le prime risposte.


