Il Milan lo ha chiamato con una sola missione: recuperare terreno in campionato. I rossoneri erano a quota 27 punti, a -8 dalla Fiorentina quarta in classifica e Sergio Conceiçao, dopo aver regalato il primo trofeo dell’era RedBird, con la Supercoppa vinta in Arabia, ha giocato sette partite di Serie A, racimolando quattordici punti. Una media di due a partita che, fosse stata mantenuta da inizio stagione, condurrebbe i rossoneri verso un’agevole qualificazione alla prossima Champions.
Invece, per essere sicuri di finire nelle prime quattro, il Diavolo ora dovrà pure accelerare. Nello stesso lasso di tempo, solo Roma (17) e Napoli (15) hanno fatto meglio del Milan, che nelle ultime quattro giornate ha raccolto dieci punti e nelle ultime tre ha subito una sola rete (quella di De Vrij nei minuti di recupero del derby). Il trend in campionato è dunque positivo, benché sia chiaro all’ambiente che occorre andarci piano con l’ottimismo. Intanto, vincendo nel recupero con il Bologna, il Diavolo sarebbe a soli due punti dal tanto agognato quarto posto.
Adesso, però, Conceiçao deve anche pensare ad altro. Domani il suo Milan è chiamato alla rimonta in Champions contro il Feyenoord a San Siro per centrare la qualificazione agli ottavi. La missione è fattibile, anche se non semplice e arriva in un momento delicato a livello umano per il tecnico. Sabato, proprio mentre Conceiçao era in panchina nella sfida con il Verona, si è diffusa la notizia della morte di Pinto da Costa, ex presidente del Porto, a cui Conceiçao era legatissimo.
L’allenatore portoghese, colpito dal lutto, non si è presentato ai microfoni nel dopogara e non lo farà neppure oggi alla vigilia del ritorno col Feyenoord. Conceiçao da ieri è in Portogallo e stamani sarà al funerale dell’amico, quindi rientrerà in tutta fretta per dirigere l’allenamento nel pomeriggio, ma in conferenza ci sarà ancora Zlatan Ibrahimovic. Poi la squadra passerà la notte in ritiro a Milanello.


