Alexis Saelemaekers scherzava su Instagram, postando una foto insieme ai suoi compagni, dal ritiro della nazionale under 21 del Belgio con la didascalia: “Trasmettendo gli insegnamenti di Zlatan”. Cosa che non è molto distante dalla realtà, anzi. Zlatan Ibrahimovic, oltre a essere il naturale leader della squadra, ne è diventando anche l’insegnante numero uno.

Ibra, il professore di Milanello
Lo ha già fatto lo scorso anno con Rafael Leao, preso sotto la sua ala protettrice appena arrivato. Fin dalla prima partita con la Sampdoria a Cagliari, match vinto dai rossoneri proprio grazie alle reti dei due attaccanti. Ma anche i consigli in campo a Ismael Bennacer e Theo Hernandez. Tutti ragazzi giovani che si affidano ad Ibra per crescere e fare crescere il Milan. Secondo la Gazzetta dello Sport, questo è stato il fattore decisivo degli ultimi sei mesi rossoneri, con un professore in campo, Zlatan, e uno in panchina, Stefano Pioli.
Nella sua prima esperienza rossonera, soprattutto Antonio Nocerino beneficiò della presenza di Ibra, per carattere, sprone ma anche in zona gol. Per il centrocampista italiano quella fu la stagione più prolifica della sua carriera arrivando a segnare 10 gol in campionato (più uno in Champions League).
Questa volta Ibra sta esaltando i suoi trequartisti. Hakan Calhanoglu ha completamente invertito il suo ruolino di marcia ed è riuscito ad imporsi per quelle che sono le sue qualità tecniche, diventando a tutti gli effetti il vero regista offensivo del Milan. Ante Rebic prima dell’avvento di Zlatan era un corpo misterioso che si aggirava per Milanello, da gennaio in poi è diventato il migliore marcatore stagionale con dodici gol tra Serie A e Coppa Italia.

Nuovo anno, nuova classe
Ora il Milan ha fatto una nuova “infornata” di giovani. Da Pierre Kalulu a Emil Roback alla promozione ormai in pianta stabile in prima squadra di Daniel Maldini e dell’attaccante Lorenzo Colombo, agli acquisti di Sandro Tonali e Brahim Diaz. Tutti ragazzi molto promettenti che hanno però bisogno di una guida per crescere e Ibra è lì pronto a trasmettere la sua mentalità vincente. Non per uno spirito di insegnamento, ma perché Ibra vuole solo vincere e sa che ha bisogno di compagni all’altezza per poterlo fare.


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