Da Chelsea-Milan segnali preoccupanti: cosa ci ha detto la terza amichevole

La terza volta non è stata quella buona. Chelsea-Milan, terza amichevole della preseason rossonera, ha lasciato in chi l’ha guardata più incertezze e paure che speranza per la prossima stagione.

I segnali sul campo di Chelsea-Milan

Il primo aspetto negativo da sottolineare è la prestazione generale: contro l’Inter si era intravisto qualcosa di buono soprattutto offensivamente, oggi a Giacarta non si è visto praticamente nulla con la squadra non ha mai calciato in porta e si è presentata in area pochissimo.

Anche difensivamente, soprattutto nella ripresa, i segnali non sono stati buoni: reparti sconnessi, tanti errori e pochissima concentrazione hanno dato la possibilità ai Blues di fare quello che volevano e creare diverse occasioni.

È effettivamente vero che commentare le scelte di Ruben Amorim, o un qualsiasi altro allenatore, nelle amichevoli estive lascia un po’ il tempo che trova, ma alcune cose viste hanno veramente poco senso.

Perché fare ancora una volta due formazioni spezzatino tra titolari, riserve e giovani? Non avrebbe avuto più senso a due settimane dall’esordio in campionato provare almeno 45 minuti gran parte della squadra (tolti gli assenti Maignan e Rabiot) che si vedrà dal primo minuto a Torino?

Sono stati finalmente valutati tutti?

Partendo dall’ultimo discorso ci si collega a quello che è il leitmotiv delle ultime settimane: lecito voler valutare ogni risorsa a disposizione, ma quasi un mese dopo l’inizio del ritiro qualche scelta poteva essere già stata fatta.

E invece Amorim ha detto nel post partita che la partita di oggi è stata molto utile e che la prossima settimana si deciderà chi tenere in rosa e chi invece cedere per fare spazio a elementi più adatti alla rosa. Quali possono essere le indicazioni date oggi?

Innanzitutto alcuni giocatori, Cissè, Fofana, Athekame, Tomori e Odogu, non sono scesi in campo neanche un minuto e il loro futuro appare quindi parecchio incerto.

In secondo luogo è stato definitivamente provato che in questo Milan non c’è spazio per alcuni elementi: Estupinan è stato ancora una volta negativo, Loftus-Cheek è stato in campo parecchio ma non si è mai visto, questo Leao non serve nel 3-4-2-1 voluto da Amorim e Musah può piacere al mister ma crea solo confusione.

In attacco bisogna attendere di vedere Ramos al meglio e supportato da Pulisic e un giocatore che sappia meglio dialogare nello stretto, mentre sugli esterni qualche cosa va fatto.

La zona che però ha preoccupato di più è stata la difesa: dei 6 che hanno giocato nessuno ha pienamente convinto e in generale si è visto un reparto in grosse difficoltà sia nella gestione del pressing che soprattutto nell’uscita bassa. Gli interpreti attualmente in rosa a parte Gila non sembrano perfettamente adatti al gioco di Amorim, servirà un intervento anche dietro.

Celtic-Milan: Samuel Chukwueze, Ruben Loftus-Cheek, Youssouf Fofana e Yunus Musah esultano al gol di Francesco Camarda (Photo Credit: Andrew Milligan / PA Wire / PA Images via IPA Agency)
Celtic-Milan: Samuel Chukwueze, Ruben Loftus-Cheek, Youssouf Fofana e Yunus Musah esultano al gol di Francesco Camarda (Photo Credit: Andrew Milligan / PA Wire / PA Images via IPA Agency)

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