mercoledì, Giugno 29, 2022

Champions League 2021-22, ecco perché è l’anno di Pep

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Guardiola è una figura che non passerà mai inosservata nel calcio internazionale: uno dei pochi calciatori che, realmente, sono riusciti a passare dalla carriera di giocatore alla carriera di tecnico ed allenatore in squadre di alto profilo.

Centravanti puro, senza compromessi, giudicato indigeribile per molti a causa del suo comportamento rude e sanguigno, non è stato raro che qualcuno gli suonasse le campane a morto per via di eventi discutibili della sua vita o anche per la sua carriera tra le più sanzionate ed indisciplinate degli ultimi decenni, per non parlare degli infortuni.

Guardiola e la Champions

Anche da allenatore la sua carriera non ha fatto eccezione ed a tutt’oggi la sua scommessa con il Manchester City fa seguito a polemiche personali con dei detrattori illustri, cui lui non risparmia risposte al vetriolo.

Le ha sempre pagate tutte e senza compromessi e per questo è sempre riemerso dalle difficoltà per tornare alla ribalta e proporsi come vincente, come sta facendo adesso in Champions League con il suo Manchester City, con più di qualche possibilità.

Le quote Champions sono in fibrillazione sull’argomento ma occorre dire che la squadra di Pep Guardiola, fino ad adesso, se l’è passata bene; secondo alcuni l’ultimo appuntamento con lo Sporting Lisbona non è paragonabile agli sforzi di altre squadre contro opponenti giudicati più concorrenziali, questione di fatica accumulata.

Ma non dimentichiamo che questa edizione di Champions sta vedendo delle sorprese e non è detto che una grande squadra non finisca per inciampare per non rialzarsi più, eliminando la concorrenza.

In fondo il PSG è crollato con una vera e propria autoeliminazione determinata dal crollo di lucidità in campo, a parte la micidiale papera di Donnarumma su Karim Benzema. Anche la Juventus ha stupito in negativo con una debacle che rimarrà nella storia internazionale del club e delle quote Champions; può capitare di perdere male ma non contro il Villarreal.

A questo punto la squadra di Guardiola rimane tra le favorite: in testa nella Premier, già campione in carica nel campionato inglese, è assolutamente molto determinata ad arrivare fino in fondo in Champions dove è reduce da una qualificazione con un 5 a 0 sullo Sporting, in trasferta.

Non ci sono grandi nomi a segnare un Palmares da capocannoniere ma c’è un gruppo che si batte su ogni pallone, su ogni recupero, con una verticalizzazione di gioco che sembra capace di passare dal comparto difensivo al reparto offensivo saltando il centrocampo sfruttando a piena la teoria del “centrocampo vuoto” e del “falso nove”.
Sicuramente lo schema di attacco è non convenzionale con i terzini incursori in area avversaria, vedasi il tandem Cancelo/De Bruyne.

Ci si stupisce ma intanto i risultati parlano ed uno stile di gioco così spregiudicato e la bravura nel fare la ragnatela sul pallone assicura un primo obiettivo: la squadra di Pep arriva sempre con il fiato lungo a fine partita, avversari avvisati.

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