Serviva una vittoria, è arrivata addirittura una sconfitta: il Milan perde 2-1 a Zagabria e fallisce l’accesso diretto agli Ottavi di Finale di Champions League. Dovrà passare per i playoff
Dinamo Zagabria-Milan, primo tempo
Con tanti indisponibili, le scelte di Conceiçao sono piuttosto obbligate: il tecnico portoghese preferisce Tomori a Terracciano come terzino destro e Musah a Bennacer in mediana. Anche Cannavaro sceglie il 4-2-3-1, con il tridente Stojkovic-Baturina-Pjaca alle spalle di Kulenovic. Partiamo da un dato, tanto indicativo quanto imbarazzante: nel primo tempo, il Milan non tira mai in porta, andando alla conclusione solo una volta con Leao, altissimo. Al diciannovesimo, il match si sblocca: errore marchiano di Gabbia, che, su una palla innocua, sbuccia il pallone, permettendo a Baturina di involarsi e infilare la sfera tra le gambe di Maignan.
La partita è molto spezzettata e, a sei dall’intervallo, si mette ancora più in salita per il Milan: Musah – ingenuamente ammonito pochi minuti prima per un battibecco con Misic – spinge Stojikovic al limite dell’area e guadagna anzitempo gli spogliatoi, lasciando in dieci i rossoneri. Nel primo dei quattro minuti di recupero, Diavolo ad un passo dal tracollo: gran palla di Baturina per il movimento di Kulenovic che solo davanti a Maignan calcia incredibilmente a lato. Si conclude, così, un pessimo primo tempo da parte del Milan, sotto di un gol e di un uomo.
Dinamo Zagabria-Milan, secondo tempo
Evidentemente non soddisfatto del primo tempo dei suoi, Conceiçao opera due cambi all’intervallo: dentro Terracciano e Chukwueze e al posto di Gabbia e Morata, con Tomori che torna nel suo ruolo di centrale e Leao ad agire da terminale offensivo. Il Milan, nonostante l’inferiorità numerica, sembra partire meglio nella ripresa, e, dopo un gol annullato alla Dinamo per un fallo di mano, trova il pareggio: minuto 53, imbucata di Tomori per Christian Pulisic, che calcia sul primo palo infilando Nevistic. Subito dopo altro gol annullato ai padroni di casa per un fuorigioco, ma all’ora di gioco la squadra di Cannavaro torna avanti: cross dalla sinistra, nessuno marca Pjaca, che controlla di sinistro e ad incrocio batte Maignan. Passano tre minuti e l’arbitro Letexier concede un rigore al Milan per un netto fallo di Nevistic su Leao, che lo aveva saltato, ma poi viene richiamato al VAR e annulla il penalty per una precedente sbracciata di Leao su Mmaee, decisione apparsa decisamente fiscale.
Il Milan, però, insiste: prima Pulisic di testa e poi Leao dal limite dell’area, impegnano un Nevistic tutt’altro che irreprensibile. Al minuto 77, ci prova Terracciano, che va al tiro-cross, smanacciato in angolo da Nevistic: sul corner, battuto da Pulisic, svetta Pavlovic con il tempo giusto ma la palla termina alta. Ad otto dalla fine, Conceiçao si gioca il tutto per tutto, inserendo Abraham e Okafor per Reijnders e Leao. L’attaccante inglese ci prova subito con un colpo di testa su cross da destra, ma la conclusione è troppo debole e facile preda d Nevistic. E’ invece grave l’errore dello svizzero, che al minuto 87 ha sul destro il pallone del pareggio, ma calcia malissimo. Poco dopo, altro tiro debole di Chukwueze, che con il sinistro calcia tra le braccia di Nevistic. Nei sette minuti di recupero, il Milan prova a trovare quantomeno il pareggio, ma senza successo.


