Fabio Capello ha commentato ai microfoni della Gazzetta dello Sport la sconfitta casalinga del Milan contro l’Udinese.
LEAO CENTRAVANTI? NON CONVINCE
«Sorpreso? Fino a un certo punto. Sono arrivato presto allo stadio e ho osservato con cura il riscaldamento dell’Udinese: si vedeva una squadra concentrata, sul pezzo, tonica. E in particolare Zaniolo, spesso in passato criticato per gli atteggiamenti, ha fatto un pre-partita perfetto. Non a caso poi è stato il migliore in campo».
«Il Milan di Allegri non aveva mai perso con tre gol di scarto perché è sempre stato compatto e solido difensivamente. Sabato, invece, ha concesso innumerevoli ripartenze agli avversari. Va anche detto che gli episodi non sono girati a favore del Diavolo: l’autogol di Bartesaghi, la grande parata di Okoye a inizio secondo tempo su Saelemaekers, quando sinceramente pensavo che la partita potesse ancora essere ripresa…».
«Fatta la premessa che l’Udinese sta molto bene ed è squadra rognosa da affrontare, il calo del Milan non può avere giustificazioni. In una stagione senza coppe, con un’eliminazione precoce dalla Coppa Italia… Mi viene da pensare che tutto parta dalla testa, piuttosto che dalle gambe. Forse i giocatori rossoneri hanno subito il contraccolpo di essere usciti dalla lotta per lo scudetto dopo il ko di Napoli. O forse si sono adagiati su una classifica che pareva mettere al sicuro la qualificazione in Champions».
«I fischi a Leao li ho sentiti anche io. E ho letto le parole di Rabiot, che invece invita il pubblico ad aiutarlo. Giusto, ma ecco, io aggiungerei che pure il portoghese deve aiutarsi un po’ da solo. L’ho detto più volte, a me da centravanti non convince. Ma al di là del ruolo, mi sembra proprio non ne abbia come una volta. Quando nel secondo tempo è stato spostato all’ala sinistra, la sua posizione preferita, non andava quasi mai uno contro uno. È stato il simbolo di un Milan sotto ritmo».


