In questa fase cosi particolare di calcio giocato, in cui il campionato di Serie A è costretto a disputarsi anche nella sessione estiva di luglio e agosto, di solito valida per il calciomercato, molte situazioni possono essere agevolate dalle rose lunghe e i cambi a disposizioni.
CAMBIARE, MA FINO A CHE PUNTO?
È inevitabile dunque pensare di giocare le partite di questo campionato, appunto parecchio ravvicinate tra loro, con gli stessi uomini e senza cambiare. Il Milan è partito molto bene al rientro post lockdown con due vittorie poco sofferte e meritate, tra cui quella con la Roma a San Siro. Poi la scelta di cambiare, quasi inevitabile, sembrava potesse portare buone situazioni, freschezza in mezzo al campo e un pizzico di qualità. Così non è stato, non tanto per quello che concerne la mole di gioco espressa e le occasioni create, quanto per il risultato, un 2-2 contro la SPAL fuori casa riacciuffato all’ultimo respiro, grazie ad un autogol.
SI RITORNA ALLA “CONTINUITÀ” ?
“Sceglierò chi è più fresco, chi mi sembra messo meglio di condizione. Scelgo partita per partita”. Sono state queste le dichiarazioni di Stefano Pioli nella vonferenza stampra di ieri, proprio in riferimento alla questione “turnover obbligato” per cercare di far ruotare tutti gli elementi della rosa e avere sempre alternative fresche e dinamiche in mezzo al campo. La mancata vittoria di Ferrara dunque, ha un pò spento quelle che erano le primissime convinzoni del tecnico romagnolo, che appunto, al netto delle dichiarazioni in conferenza stampa, proverà a confermare il suo consueto 4-2-3-1, ma ritornando a schierare gli elementi che nelle prime due gare di questa nuova fase del campionato, gli hanno garantito corsa, grinta, gol, ma soprattutto vittorie.
Pioli dovrà trovare una vera soluzione tra la continuità, schierando i soliti 11, e la condizione fisica più leggera e meno appesantita da questo primissimo approccio frenetico al campionato di Serie A 2020 – 2.0

