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Calhanoglu l’ultimo superstite

Sono passati quasi tre anni dall’estate targata cinese, quella piena zeppa di sogni, novità, mercato, giocatori strappati ai grandi Club, false speranze. È stata tutto questo l’estate 2017 che deve necessariamente sparire per permettere una vera e propria ripartenza.
Ripartire allora, mettendo da parte ciò che è stato di quei mesi caldi, sarà questo il prossimo obiettivo del Diavolo: cancellare il mercato cinese caratterizzato dagli acquisti della vecchia coppia dirigenziale composta da Massimiliano Mirabelli e Marco Fassone. Con ogni probabilità, saluteranno anche quelli che sono stati gli innesti del mercato 2017, gli unici ancora presenti in questi anni difficili: Biglia, Kessiè, Conti. Tutti epurati, tranne uno.

IL SUPERSTITE – Forse non è un caso che l’unico calciatore di quel “maledetto” mercato rossonero, sia Hakan Calhanoglu. Probabilmente il più duttile tra tutti, quello che tra applausi, fischi e silenzio ha saputo ritagliarsi molto spesso la sua fetta di campo e di titolarità, diventando imprescindibile in determinati momenti della stagione passata, oltre che quella attuale.
Dal suo arrivo al Milan, il turco ha ricoperto praticamente tutti i ruoli del centrocampo: mezz’ala prima nel 3-5-2 e subito dopo nel 4-3-3 di Montella. Mezz’ala ma soprattutto esterno sinistro nel 4-3-3 di Gattuso. Mediano nel 4-3-2-1 nella breve era Giampaolo, ma solo in questa seconda parte di stagione targata Pioli, il numero 10 sembra aver trovato la propria dimensione. Nel 4-4-1-1 che camaleonticamente si trasformava in un 4-2-3-1 riproposto assiduamente nel corso delle ultime uscite, infatti, il turco ha potuto esaltare le proprie qualità sia in fase difensiva, con un pressing forsennato sul playmaker avversario, sia in quella offensiva.

Forse è proprio questo il vero ruolo di Hakan. Molto spesso criticato ed incompreso, autore di buone prestazioni, senza salto di qualità, soltanto per la mancanza di qualcuno che potesse capire le sue vere doti, quelle mostrate a Leverkusen, appunto da trequartista.
Tempo scaduto allora, chi in prestito e chi a titolo definitivo, ma saranno tutti ceduti, tranne l’eccezione Calhanoglu. Che nonostante scetticismi, critiche feroci ed eccessive, con assoluto buonsenso e massima professionalità è rimasto sempre lì, titolare inamovibile per qualsiasi allenatore sia succeduto sulla panchina rossonera e desideroso di essere protagonista nel Milan che verrà.

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