Doppio ex, Caldara: «Il Milan arriverà in Champions League, contro l’Atalanta i rossoneri saranno tesi e contratti»

Mattia Caldara, freschissimo doppio ex di Milan e Atalanta, ha parlato della storia della sua carriera alla Gazzetta dello Sport. Questi i temi più interessanti dell’intervista, quelli in cui si parla dei rossoneri.

LE FATICHE IN INFERMERIA NEGLI ANNI CON IL DIAVOLO

«Manca il calcio giocato? Un po’… Seguo tutte le partite del weekend in tv. Soprattutto l’Atalanta, ma anche le altre. Ora alleno i ragazzi dell’Alzano, la società dove gioca mio figlio, e questo mi ha aiutato tanto nei primi 2-3 mesi dopo che ho deciso di smettere. Non ero preparato a dire basta, a non ripetere tutti i giorni le cose che avevo fatto per più di 20 anni. Sono stato un po’ destabilizzato. A luglio a Coverciano inizierò il corso per il patentino di allenatore Uefa B: farò esperienza con le giovanili e poi vedremo se ho passione per questo lavoro. Di certo ho il desiderio di mettermi in gioco e trasmettere ai ragazzi quello che ho imparato in carriera».

«Quando sono arrivato al Milan ero nel mio momento migliore, reduce da grandi stagioni all’Atalanta. Ero pronto per una nuova sfida, ma è andata male: ho avuto due infortuni gravi consecutivi, al tendine d’Achille e al legamento crociato. Dopo la seconda operazione non mi sentivo più come prima: faticavo a recuperare, a tornare sui miei livelli. È stata dura vedere per un anno e mezzo i compagni allenarsi, mentre io facevo fisioterapia o palestra».

«Non so se chiamarla depressione, ma non ero più me stesso. I miei genitori e mia moglie mi vedevano diverso e in effetti ero un’altra persona: me ne rendevo conto anche io perché non ero più realizzato nel mio lavoro. Anzi, non potevo esserlo a causa degli infortuni. Parlarne con i miei cari mi ha aiutato».

«Lotta Champions League? Il Milan ce la farà. Per l’altro posto testa a testa tra Roma e Juventus. I bianconeri hanno sprecato una grande occasione contro il Verona: una partita come quella, la Juve non può pareggiarla… Per i giallorossi sarà decisivo il derby».

«Per domenica, l’Atalanta scenderà in campo più leggera, mentre il Milan sarà più teso e contratto. I nerazzurri partiranno forte perché Palladino vuole chiudere questa stagione alla grande e dimostrare il suo valore. Per i rossoneri non sarà facile: magari finirà in pareggio, anche se il Milan ha più motivazioni».

«Dopo il derby vinto credevo che potesse lottare fino alla fine per lo scudetto. Non dico che dopo il ko contro la Lazio i rossoneri si siano seduti, ma inconsapevolmente, con l’obiettivo più lontano, tendi a mollare un po’. Ora non è facile ritrovare la rabbia e la voglia di prevalere sull’avversario. Per questo il momento del Milan è delicato: se non ritrova la forza di combattere, rischia di compromettere un campionato buono. Senza l’ingresso tra le prime quattro, la stagione diventerebbe fallimentare».

«Allegri? Mi ha allenato alla Juventus ed ho apprezzato quanto sia bravo a gestire i calciatori, non solo i campioni, ma anche il resto del gruppo. Fa sentire tutti coinvolti: sa ‘pizzicarti’ o farti una carezza. È un grande tecnico e al Milan sta ottenendo buoni risultati. A Torino con lui sono rimasto troppo poco, giusto qualche settimana, e pensare che avevo aspettato quest’occasione per un anno e mezzo… Mi è rimasto il rammarico di non essere restato almeno sei mesi per mettermi alla prova in una squadra che voleva vincere la Champions e nella quale c’erano campioni come Cristiano Ronaldo, Chiellini, Barzagli, Khedira e Dybala».

Allenamento Colombo Caldara
Allenamento – Milanpress, robe dell’altro diavolo

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