Che poi non si riveli l’ennesimo mercato dei rimpianti…

Sono passate ormai 48 ore dalla chiusura del mercato estivo 2020, il più corto e particolare dell’ultimo ventennio per le risapute ragioni. Concluso, la nostra redazione ha valutato con un buon 6.5 all’operato di Maldini e Massara, una sufficienza piena motivata dal fatto che – oltre all’acquisto di Sandro Tonali, strappato alla concorrenza di un po’ tutte le big del calcio nostrano e non solo – il Milan si è mosso bene soprattutto sul versante uscite. Tanto che personalmente avrei dato anche 7, considerando non tanto l’introito delle cessioni (o comunque partenze e mancati rinnovi) dei vari Suso, Rodriguez, Biglia, Bonaventura, Reina e compagnia cantante, bensì il risparmio al lordo che le casse rossonere vengono ad ottenere dalla perdita dei rispettivi ingaggi. Una trentina di milioni all’anno, con una stima approssimativa.

NON SOLO IL CENTRALE

Il tema tanto dibattuto, soprattutto nelle ore conclusive della finestra. è stato quello del difensore centrale, richiesto a più riprese da mister Pioli in considerazione degli infortuni che stanno martoriando il reparto contestuali ad un calendario – quello di ottobre e novembre – piuttosto fitto e impegnativo. Bizzarre e poco comprensibili le motivazioni che non hanno fatto arrivare Rudiger, che il Chelsea avrebbe piazzato anche solo in prestito, a Milano. Così come sempre in prestito non siano stati presi seriamente in considerazione i nomi di Pezzella e Nastasic, che alla stregua di Kjaer avrebbero portato un po’ di esperienza e saggezza all’interno dello spogliatoio e nello specifico nel reparto.

Allo stesso modo però è giusto fare una riflessione. Romagnoli sta tornando, Musacchio e Duarte, anche loro, presto recupereranno dai rispettivi problemi fisici: con loro e l’eventuale altro innesto, sarebbero state effettivamente sei le caselle occupate per il ruolo di difensore centrale e, come ben sappiamo, in campo ce ne vanno due. Quindi forse un po’ troppi. Avendo capito le modalità di operare del tandem Maldini-Massara, è probabile che l’intoppo sia stato proprio rappresentato dalle condizioni fisiche dei due centrali sudamericani, le quali hanno impedito di poterli piazzare in giro e di liberare appunto il posticino per l’innesto.

German Pezzella pressato da Krzysztof Piatek - Milanpress, robe dell'altro diavolo
German Pezzella pressato da Krzysztof Piatek – Milanpress, robe dell’altro diavolo

ESPERIENZA IN MEZZO AL CAMPO

Analogamente a quanto fatto lo scorso inverno con Kjaer e Ibrahimovic, la vera mancanza di questo calciomercato è stato l’acquisto di un veterano in mezzo al campo e/o nel ruolo dei tre dietro l’unica punta. Anche banalmente un giocatore come Bakayoko – poi finito al Napoli in prestito secco – che conosce già l’ambiente milanista e il campionato italiano, avrebbe fatto sicuramente comodo per l’inserimento graduale di Sandro Tonali, fiore all’occhiello ma in questo momento anche unico punto interrogativo del mercato rossonero.

Così come Pedrito, strappato a parametro zero dai competitor della Roma, avrebbe potuto garantire quell’esperienza e quella capacità di caricarsi la squadra sulle spalle – così come fatto da Zlatan – nei momenti più difficili, o in assenza proprio dello svedese o, ancora, in ambito internazionale, dove vanta il record di giocatore ad aver segnato nella finale di tutte le competizioni, sia con i club che con la maglia della Spagna.

Tiemoue Bakayoko - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Tiemoue Bakayoko – Milanpress, robe dell’altro diavolo

COME NEL 2019?

Insomma, a poco prezzo si poteva effettivamente rendere ancora più profondo e concreto questo mix di veterani e giovani, che in questo momento con l’arrivo di Hauge, Diaz e Kalulu sono ancora in maggioranza dentro questo Milan. Il pericolo però è che si possa rivelare l’ennesimo mercato dei rimpianti. Sì, perché in un’estate dove tutte le pretendenti al quarto posto non hanno fatto chissà quali colpi folli o comunque certi – e mi riferisco principalmente a Napoli, Roma e Lazio – la sensazione è che sarebbe bastato davvero poco per poter creare un piccolo gap tra queste e il Milan, provando ad avvicinare Inter, Juventus e Atalanta, ma che allo stesso tempo questo non successo. Neanche con l’innesto di Tonali. Lasciando a questa estenuante corsa al quarto posto sempre il solito alone di “mission impossible”.

Questo centrale di difesa saltato e questa pedina di esperienza a metà campo ricordano molto quell’Ibrahimovic e quel Fabregas vietati da Gazidis a Leonardo in quel che sembra ormai tanto lontano gennaio del 2019. Con l’unica differenza che qui, per rimediare, c’è un altra opportunità tra meno di tre mesi.

Milan: Zlatan Ibrahimovic - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Milan: Zlatan Ibrahimovic – Milanpress, robe dell’altro diavolo

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