Oggi, 1 giugno 2024, andrà in scena a Wembley la finale della UEFA Champions League, valevole per la stagione 23/24. Questa sera solo una delle due finaliste alzerà al cielo la coppa dalle grandi orecchie, e sarà una tra Borussia Dortmund e Real Madrid. Per quanto riguarda i Blancos, non è certo una novità la loro presenza: combatteranno per conquistare la loro quindicesima vittoria in finale, che sarebbe la nona consecutiva.
Ciò che invece può sorprendere – ma anche no – è il Borussia Dortmund, l’underdog che lotterà per conquistare la sua seconda Champions League della storia, che manca dal 1997. Il Milan invece, resterà a guardare dalla tv, come d’altronde ha fatto anche per la semifinale, che vedeva scontrarsi le due squadre che hanno preceduto il club rossonero nel girone di Champions: Borussia e PSG.
Rimpianti? Si, parecchi. Ma si fa presto fraintendere, non si dice che il Milan sarebbe dovuto essere a Londra oggi al posto dei gialloneri, assolutamente, ma per quello dimostrato nei gironi, forse qualche rimpianto a Casa Milan c’è. Le prime due partite, contro Newcastle e, appunto, Borussia, sono state approcciate egregiamente dagli uomini di Stefano Pioli, che hanno trovato nell’unico neo della partita la loro condanna: l’imprecisione.

In entrambi i match i rossoneri avrebbero meritato la vittoria, se solo fossero stati più cinici e precisi, doti che più volte sono venute a mancare nei match importanti e che vengono a gran voce richieste dai tifosi da più di un anno. Certo, con i se e con i ma non si va da nessuna parte, ma neanche nella vittoria dei tedeschi a San Siro (1-3) si è vista tutta questa differenza tra le due squadre.
Momento mentale peggiore per affrontare quelle determinate pressioni? Probabilmente. Può essere una scusante? Assolutamente no. Poca continuità ha portato il Milan a veder allontanare, lentamente, dalla propria portata qualsiasi obbiettivo prestabilito ad inizio stagione, e questo sarà l’ennesima cosa su cui il prossimo allenatore dovrà lavorare.


